mercoledì, Settembre 9, 2026

I Mud Machine tingono di blues il chiostro di Santa Lucia

di Simone Tofani

PISTOIA – Giovedì 26 giugno il chiostro di Santa Lucia, contornato dalle antiche mura della Fondazione Luigi Tronci (Corso Gramsci 37, Pistoia), si è tinto di note blues e sorrette da un energico groove grazie al concerto dei Mud Machine, in occasione del lancio del loro album “Tough Times, Muddy Grooves”.

Alcune immagini del concerto dei Mud Machine nel chiostro di Santa Lucia (fotografie di Simone Tofani)

Appena Emiliano Degl’Innocenti ha sfiorato le prime corde della chitarra, l’atmosfera è cambiata: il pubblico, seduto intorno alla band e sotto le volte medievali, si è subito lasciato avvolgere dal suono rustico ma raffinato di un trio affiatatissimo. Rick Landi, alternando tastiere avvolgenti e linee di basso pulsanti, e Il Secco, con il suo ritmo inarrestabile, hanno creato la cassa di risonanza perfetta per la voce roca e le riff di Emiliano.

La scaletta alterna brani del panorama blues e soul internazionale al quale la band negli anni si è legata a veri e propri momenti di improvvisazione, Ma il fulcro della serata, come anticipato, è il nuovo album è il trio ci porta dentro le sue sfaccettature tra brani taglienti dove i riff serrati, si alternano ad impronte più soul che portano a momenti più soffusi e riflessivi.

Testi profondi affrontano temi importanti come la decadenza sociale, i diritti personali e sociali; si parla anche della lotta contro il tempo che scivola via nelle nostre innumerevoli procrastinazioni, ma anche della confusione che il mondo moderno genera.

Il tutto amalgamato a groove trascinanti che fanno breccia fin da subito nell’ascoltatore.

Ogni passaggio ha messo in luce le molteplici anime di “Tough Times, Muddy Grooves”: senza tempo nel feel, ma sorprendentemente attuale nei testi che toccano temi che parlano anche della confusione esistenziale, dell’empatia e del collasso ambientale.

Tra un sorso al bar allestito nel chiostro e gli applausi che hanno accompagnato ogni brano, il pubblico si è lasciato trascinare dalla carica contagiosa dei Mud Machine, che con questo release show, non solo hanno presentato il loro album di debutto, ma hanno tracciato la mappa di un percorso artistico ormai maturo, capace di guardare alle radici del blues e del soul e trasformarle in un linguaggio personale, attuale e coinvolgente.

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