mercoledì, Settembre 9, 2026

“Nuove Voci”, un pop punk tra ricordi ed emozioni: intervista ai Drum’n’Jack

PISTOIA – Le emozioni nostalgiche dei ricordi e dei momenti trascorsi, il valore dell’amicizia, le sonorità pop punk di fine anni Novanta, l’emozione di salire sul palco del Blues e i progetti futuri.

Il prossimo 10 luglio al Pistoia Blues Festival, ad aprire una serata unica e speciale all’insegna di blues e classic rock con protagonisti Blackberry Smoke, Paul Gilbert, Black Banjo e Roommates ci saranno anche i Drum’n’Jack, band finalista della tredicesima edizione di Talent Busters, il format su Toscana Tv ideato e condotto da Elisabetta Branchetti, e selezionata tramite il progetto “Nuove Voci” per la valorizzazione dei giovani artisti emergenti e di talento del territorio.

I Drum’n’Jack affondano le proprie radici nell’amicizia fraterna fra Riccardo Chiaravallo (drum) e Giacomo Panattoni (Jack), formatisi nel 2022. Affiancati dal produttore e chitarrista Simone Ferroni e in seguito dal bassista Armando Marchetti, rilasciano in pochi mesi i primi inediti, uno dei quali, “Sembra Impossibile”, raggiunge la finale di Sanremo Rock 2023 al Teatro Ariston di Sanremo. Nel 2024 sono ospiti a “Sogni di Gloria” su Rai Radio 2 e a “Evviva il videobox” su Rai 2; tra i singoli più recenti si segnalano “Fai di me ciò che ti pare”, “Due gocce di Chanel” (con Eleonora Lari) e “Habitat”.

La band Drum’n’Jack

In previsione della loro esibizione sul palco del Blues, abbiamo avuto modo di intervistare la band su alcuni aspetti legati alla loro musica e al loro percorso artistico.

Siete una band piuttosto “giovane”, nata tre anni fa , eppure avete già all’attivo numerosi singoli ed esperienze di partecipazione a live e talent: ma come è nata la vostra passione per la musica e l’idea di dare vita a questo progetto artistico?

La passione per la musica ci accompagna da sempre, fin da quando eravamo ragazzini. Alcuni di noi – Riccardo, Giacomo e Simone – già al liceo suonavano insieme. Poi, come spesso accade, la vita ha portato ciascuno su strade diverse, tra studio, lavoro e altre esperienze. Tre anni fa Riccardo (Drum) e Giacomo (Jack) hanno sentito il bisogno di rimettersi in gioco e hanno coinvolto Simone e Armando in questo nuovo progetto. Il brano “Ricominciamo da noi”, che suoneremo al Pistoia Blues, parla proprio della nostra amicizia e della sua rinascita.

Quali sono i vostri modelli di riferimento o gli artisti che vi hanno particolarmente influenzati? La vostra musica mescola e unisce sonorità pop, rock e punk: non pensate che questa oggi sia una scelta abbastanza “controcorrente” nel panorama musicale italiano?

Probabilmente sì, è una scelta che può sembrare fuori moda o strana rispetto a ciò che va per la maggiore oggi. Ma per noi non è mai stata una questione di seguire le tendenze o la convenienza commerciale. Facciamo quello che ci piace, che ci diverte e ci rappresenta.

Siamo cresciuti ascoltando pop-punk californiano tipo Blink 182 e Green Day, band che sicuramente ci hanno influenzato, ma oggi non abbiamo veri e propri modelli di riferimento. Vogliamo mantenere la nostra identità, che in fondo è l’unico modo per essere credibili.

Tra i vostri brani più ascoltati e apprezzati si segnalano “Sembra impossibile” e “Millennials”: pur trattando di argomenti diversi c’è un “filo rosso” che li lega, rappresentato da un ricordo velato di nostalgia?

La nostalgia è un’emozione che amiamo e che spesso torna nei nostri testi. È una forma di connessione tra quello che eravamo e ciò che siamo oggi, attraverso il ricordo di momenti che non ci sono più ma che continuano a vivere in noi. “Millennials” è un tributo alla nostra generazione, cresciuta con le VHS, il Festivalbar e il Nokia 3310. “Sembra impossibile”, invece, racconta un lutto, che può essere la perdita di una persona, di un amore o anche di una parte di sé. In fondo, entrambe le canzoni cercano di dare voce a quella sensazione di mancanza che accomuna tanti, ognuno a modo proprio.

Che cosa significa per voi avere la possibilità di calcare un palco importante e storico come quello del Pistoia Blues, dove sono passati tanti grandissimi nomi di fama internazionale? Quali sono le emozioni che pensate di provare e quelle che cercherete di trasmettere al pubblico durante la vostra esibizione?

Da toscani e appassionati di musica quali siamo, è una grandissima emozione e fonte di orgoglio poterci esibire su quel palco. Ringraziamo vivamente Elisabetta Branchetti e il suo concorso Talent Busters, che ci hanno permesso di ottenere questa bellissima opportunità. Cercheremo semplicemente di essere noi stessi e divertirci come sempre.

Dando uno sguardo al prossimo futuro, quali sono i vostri progetti musicali in corso? E un sogno nel cassetto che vi piacerebbe realizzare?

Questa estate suoneremo in giro per la Toscana e contemporaneamente stiamo scrivendo e producendo nuova musica. È da poco uscito il nostro ultimo singolo “Habitat” nel cui testo c’è un passaggio che recita: “Ma chi l’ha detto che a 30 anni non è più concesso avere un sogno?”. Il nostro sogno è quello di continuare a fare musica insieme in modo sostenibile e compatibilmente con le altre sfide quotidiane che ci metterà di fronte la vita. La nostra amicizia è la nostra forza ed andrà sempre davanti a tutto.

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