di Andrea Mori
PRATO – È già al lavoro Claudio Sammartino, nominato commissario straordinario alla guida del Comune di Prato dopo le dimissioni, ormai diventate irrevocabili, della sindaca Ilaria Bugetti, travolta dall’accusa di corruzione.

Dunque il primo commissariamento nella storia di Prato è ufficialmente cominciato, con la nomina decisa dal prefetto della città Michela La Iacona.
Ma quando ci saranno le elezioni che porteranno un nuovo sindaco? Con tutta probabilità dovremo attendere la primavera 2026. Fino ad allora toccherà proprio al commissario garantire il pieno funzionamento dell’Ente, e lo farà assumendo i poteri che avrebbero sindaco, giunta e consiglio comunale.
Chi è
Nasce a Catania nel 1954, è sposato e ha tre figli. Sempre a Catania si laurea in Giurisprudenza, per poi successivamente ottenere l’abilitazione ad esercitare la professione di avvocato. Diversi impegni professionali lo portano nel corso degli anni a girare l’Italia da nord a sud, tra incarichi delicati, crisi ambientali, infiltrazioni mafiose e piani straordinari.
La sua carriera prefettizia comincia nel 1982, a Enna. Già viceprefetto vicario a Catania, Perugia e Ragusa, ha guidato le prefetture di Savona, Taranto, Reggio Calabria e Catania. È stato anche Commissario dello Stato per la Regione Siciliana dal 2016.
Nel suo percorso ha diretto comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, come Acicatena e Mascalucia, e ne ha commissariati molti altri: Giarre, Ispica, Acicastello, Pornassio, Pieve di Teco.
Cosa ha fatto
A Catania, nei primi anni Novanta, gestì l’emergenza legata al terremoto del 1990 e le successive colate di lava dell’Etna. Proprio in quel periodo coordinò le operazioni del Centro Operativo Misto di Zafferana Etnea: è anche grazie al suo lavoro se il flusso incandescente venne indirizzato in modo da salvaguardare i centri abitati.
Da prefetto a Taranto, tra il 2012 e il 2013, fu al centro di una delle più importanti crisi ambientali e industriali della recente storia italiana, quella cioè legata allo stabilimento Ilva. È sotto la sua regia che si tennero incontri continui con ministri, enti locali e parti sociali. Si arrivò poi all’adozione della cosiddetta “legge per Taranto” (L. 231/2012) e alla nomina dei commissari straordinari per l’acciaieria. Al Palazzo del Governo promosse anche un protocollo sulla sicurezza del lavoro sottoscritto da Asl, Spesal, Inail, vigili del fuoco, autorità portuale, organizzazioni sindacali e aziende come Ilva ed Eni.
Trasferito nel 2013 a Reggio Calabria, Sammartino diventò coordinatore della Conferenza regionale per la pubblica sicurezza nell’ambito del piano nazionale “Focus ‘ndrangheta”, con operazioni congiunte tra forze dell’ordine e magistrature dei due distretti calabresi.
Sempre da Reggio gestì nel 2014 un’operazione internazionale molto rilevante, ossia lo spostamento degli agenti chimici provenienti dalla Siria presso il porto di Gioia Tauro. L’intervento, effettuato con la collaborazione della Marina Militare e osservatori internazionali, fu definito dall’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche “una pietra miliare nella storia internazionale”, anche per la perfetta programmazione logistica coordinata proprio da Sammartino.
Nel profilo del commissario si trova anche un’importante attività di pianificazione: ha guidato l’attuazione del Piano straordinario per la giustizia in Calabria (Delibere CIPE 96 e 113/2012), con l’acquisto di 125 veicoli e la ristrutturazione di 13 immobili confiscati alle cosche per essere riutilizzati da forze dell’ordine e uffici giudiziari.
Ha diretto inoltre l’accoglienza di oltre 45.000 migranti nel porto di Reggio Calabria nel periodo 2014–2016, realizzando un modello operativo che ha coinvolto Protezione Civile, Sanità Pubblica, Croce Rossa, Ong e istituzioni.
Anche in campo accademico, Sammartino, si è dato da fare: nel 2007 ha conseguito una seconda laurea specialistica in “Governo e gestione di amministrazioni e imprese” (sempre all’Università di Catania), e ha tenuto lezioni in master universitari.
Ha pubblicato diversi saggi, tra cui uno intitolato Regolazione prefettizia e governance locale, con cui nel 2008 ha vinto il premio “Raffaele Abate” del Ministero dell’Interno.
Concludendo, appare evidente come la ricerca del commissario sia andata nella direzione di una persona con molta esperienza, capace di occuparsi di situazioni complesse. E Prato, negli ultimi mesi, ha dato prova di essere terreno difficile, sia dentro che fuori dal Palazzo.



