mercoledì, Settembre 9, 2026

Passione, ambizione, qualità: Stefano Pioli presenta la sua Fiorentina

FIRENZE – Entusiasmo, attaccamento alla maglia, qualità di gioco, spirito di squadra, voglia di raggiungere grandi traguardi: sono questi i princìpi che la Fiorentina sarà chiamata a seguire sotto la nuova gestione tecnica.

Dopo le dimissioni improvvise di Raffaele Palladino, che ha interrotto anzitempo il suo contratto – peraltro recentemente rinnovato – con la società viola, la Fiorentina presenta ufficialmente alla stampa il nuovo mister, quello Stefano Pioli da alcuni giorni svincolatosi dagli arabi dell’Al Nassr – l’attuale team di Cristiano Ronaldo – e che ha sottoscritto un accordo triennale con i gigliati.

Alcune immagini della presentazione ufficiale alla stampa di Stefano Pioli, nuovo allenatore della Fiorentina, questa mattina nella sala stampa del Viola Park (fotografie di Andrea Capecchi)

Per Pioli si tratta del terzo ritorno a Firenze dopo le sei stagioni da calciatore in maglia viola a inizio anni Novanta, dal 1989 al 1995, e la precedente esperienza da allenatore sulla panchina dei viola dall’estate 2017 all’aprile 2019, nell’ultima Fiorentina targata Della Valle prima del passaggio della società nelle mani di Commisso. Nella prima stagione la squadra ebbe un rendimento altalenante e terminò il campionato all’ottavo posto, anche se l’annata fu segnata dalla tragica scomparsa del capitano Davide Astori e Pioli dovette gestire e guidare il gruppo in un frangente così drammatico; la stagione successiva la squadra ebbe un ottimo girone d’andata ma una preoccupante involuzione a partire da gennaio, tanto che, anche a causa di alcune incomprensioni con la dirigenza di allora, Pioli a un mese dal termine del campionato rassegnò le dimissioni e venne sostituito da Montella sulla panchina viola.

Nonostante i risultati non trascendentali che gli venivano rimproverati dalla società – e che l’allenatore avrà modo di smentire negli anni seguenti, durante il suo periodo al Milan, condotto alla vittoria di un insperato scudetto nel 2022 – Pioli ha lasciato dietro di sé, tra i giocatori e i tifosi, un ottimo ricordo della sua professionalità, della sua gestione dello spogliatoio, delle sue qualità umane che ha dovuto mettere in campo dopo il dramma di Astori che aveva sconvolto l’intero ambiente viola. Ecco perchè in fin dei conti lo “scouting” della dirigenza viola e di patron Commisso dopo l’addio di Palladino è risultato piuttosto facile e ha subito virato verso il nome di Pioli, desideroso di tornare ad allenare in Italia dopo l’esperienza in Arabia e soprattutto di riabbracciare quella piazza viola alla quale, per vari fattori, non è riuscito a dare quanto avrebbe desiderato, e da qui una grande voglia di rivincita.

“Sono molto contento di essere tornato qui – sono state le sue prime parole rivolte alla platea dei giornalisti – so che c’è molta aspettativa da parte di club e tifosi ma in questi due giorni di lavoro ho trovato un centro sportivo tra i più avanzati al mondo, una squadra valida, giocatori pronti e motivati, tante qualità umane che per me sono fondamentali. Vivo molto delle mie emozioni e sensazioni, magari da fuori non si vede ma seguo il mio istinto: sono legato a Firenze, è una città che mi sento dentro, e appena c’è stata la possibilità di tornare ho colto al volo questa opportunità.

Come metterò in campo la squadra? Non parlo adesso di moduli, ma di dare ai ragazzi uno stile di gioco chiaro e solido: il mio intento è quello di mettere nel rettangolo di gioco più qualità possibile, l’obiettivo è puntare al massimo e affrontare al meglio le tre competizioni che ci aspettano la prossima stagione. Sono tornato a Firenze anche per la comune visione che ho avuto fin da subito con la società, nei prossimi tre anni vogliamo alzare l’asticella e il livello del nostro gioco, scendere in campo con entusiasmo, passione, ambizione e voglia di vincere; la sfida è quella di riportare alla Fiorentina un trofeo che manca da troppo tempo, e sarebbe bellissimo riuscire a farlo nell’anno del centenario del club”.

Pioli ha poi elogiato la rosa attuale della squadra e ha confermato di avere trovato grande sintonia con i ragazzi in maglia viola: “ho trovato un Kean determinato e concentrato, un Gudmundsson intelligente che può dare fantasia sulla trequarti, giocatori di qualità e di gamba che dovranno sostenere il gioco della squadra. Anche un giocatore esperto come Dzeko ci potrà dare un grosso aiuto, soprattutto pensando alle partite europee, Ranieri possiede le qualità per mantenere la fascia di capitano, Beltran è un ragazzo generoso che lavora tanto per la squadra, Martinelli è un prospetto che farà da secondo a De Gea e avrà modo di giocarsi le proprie carte. Ho visto molte partite della Fiorentina in televisione durante l’ultima stagione, credo che all’ottanta per cento la rosa sia completa e di ottimo livello”.

Con il presidente Commisso c’è reciproca stima e unità d’intenti. “Tutte le scelte di mercato che abbiamo fatto finora e che faremo in seguito – ha puntualizzato – sono concordate in pieno con la società, è importante che nella squadra ci sia una base di giocatori italiani per essere anche d’aiuto all’inserimento di altri ragazzi; ma non guardiamo solo alla nazionalità, il nostro intento di rafforzare la rosa passa attraverso la ricerca di giocatori motivati e di qualità che possano alzare il livello della rosa.

Pioli ha parlato di aver rinunciato a una sorta di “comfort zone” in Arabia anche per la voglia di tornare a vivere forti emozioni, pressioni, stress: quelle sensazioni che nel bene e nel male trasmette a un allenatore un campionato difficile e ricco di discussioni e polemiche come quello italiano.

“A ottobre farò sessant’anni e sono ormai venticinque anni che alleno, non sono un allenatore giovane dal punto di vista anagrafico ma mi sento giovane come voglia e passione, le esperienze passate mi sono servite per cercare di migliorare a livello professionale e il mio obiettivo quotidiano è quello di trasmettere questa ambizione e questa passione ai miei giocatori.

Ci saranno momenti difficili, pioveranno critiche, ma prometto ai nostri tifosi e a tutto il popolo viola che noi ce la metteremo tutta, che scenderemo in campo uniti e determinati. Io vedo la Fiorentina come una squadra top del campionato, che non ha nulla da invidiare ad altri team di alta classifica, ma dobbiamo dimostrarlo a noi stessi e agli altri. C’è la possibilità di colmare il gap con le cosiddette “grandi” perché c’è un generale livellamento tra sette o otto squadre del campionato e la differenza la fanno i dettagli, con qualche punto in più vai in Champions e qualche punto in meno finisci decimo.

Dobbiamo andare sopra i nostri limiti, lavorare duramente e con dedizione, fare gruppo, soffrire insieme, affrontare tutte le partite con la stessa concentrazione, riuscire a essere prevedibili per noi stessi ma imprevedibili per gli avversari”.

Le prime uscite ufficiali della stagione ci diranno se il nuovo mister sarà stato in grado di trasmettere subito ai ragazzi questi suoi valori, l’impressione di stamani è quella di aver visto un Pioli tornato in Italia e a Firenze decisamente motivato e “on fire”.

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