mercoledì, Settembre 9, 2026

Lizzano in Belvedere sceglie Hera per la gestione dell’acqua, proteste in assemblea

di Giacomo Martini

LIZZANO IN BELVEDERE – L’acqua da sempre, e oggi più che mai, è una questione fondamentale per la vita delle comunità, dal mare alla montagna e per questa ragione si impongono scelte politiche e gestionali difficili.

Ne abbiamo avuto un esempio l’altra sera a Lizzano in Belvedere dove l’amministrazione comunale aveva programmato un incontro con la popolazione per informare i cittadini della scelta di dare la gestione del servizio idrico integrato del comune ad Hera, una scelta non facile, come ha ricordato la sindaca Barbara Franchi aprendo l’incontro.

“L’acqua è un bene pubblico e compito nostro è tutelare la salute dei cittadini. Ma questo servizio prioritario impone scelte di investimenti quotidiani che l’amministrazione comunale non è in grado di sostenere sia dal punto di vista economico che normativo“, ha ricordato la sindaca.

Hera, che ha vinto il bando regionale per questo servizio, opera già in molti altri centri della regione. Anche i servizi idrici di altri comuni limitrofi come Gaggio Montano, Montese e la stessa Porretta Terme sono gestiti da Hera.

Questa proposta ha scatenato la rabbia e la contrarietà da parte di molti dei partecipanti. A questo proposito è utile ricordare che la situazione dell’acqua nel comune è particolare, come è stato ricordato: Lizzano è un centro appenninico molto ricco d’acqua dove i cittadini e i turisti possono godere delle molte fontane, piccole e grandi, sparse in tutte le frazioni e questa fonti sono indipendenti dall’acquedotto centrale pubblico, pertanto gli intervenuti si sono dichiarati fortemente contrari alla cessione ad Hera, proprio per la salvaguardia di questo bene prezioso che non vogliono in nessun modo venga inquinato dal cloro o altri sistemi di “sicurezza “, senza dimenticare che il nuovo servizio imporrà una maggiorazione dei costi.

Molti hanno ricordato il referendum del 2013 per la difesa della proprietà pubblica dell’acqua, ed anche l’impegno che la nuova amministrazione si era assunta in campagna elettorale sul mantenimento della proprietà dell’acqua, oggi disatteso. A questo proposito è stato chiarito che l’acqua rimane un bene pubblico di proprietà del Comune, da non confondere con la gestione degli impianti che implica risorse, personale e professionalità di cui l’amministrazione comunale non può farsi carico, a essa rimangono solo gli interventi straordinari e urgenti. Inoltre è stato ricordato che il Comune anche se avesse tutti i mezzi necessari non potrebbe intervenire per un decreto del 2014.

Una scelta incomprensibile, ma operativa. Si parla tanto di autonomie locali, ma alla fine scopri che sono solo chiacchiere, così la partecipazione rimane carta straccia.

L’incontro è stato poi movimentato dall’intervento del vecchio sindaco, Sergio Polmonari, di cui l’attuale sindaco è stata la vice nella passata amministrazione; Polmonari da sempre contrario a questa scelta ha ricordato tutto il lavoro svolto dalla sua amministrazione per garantire la proprietà pubblica dell’acqua e la sua integrità naturale. Questo intervento ha scatenato parte del pubblico e non poteva essere diversamente.

Un’altra questione posta nel dibattito si riferiva a quali margini di contrattazione e di controllo avrà l’amministrazione comunale sul contratto con Hera.

La riunione si è chiusa nella notte con l’impegno del comune con Hera e con un forte malcontento di parte dei cittadini che certamente non si esaurirà con questo incontro. Il compito futuro degli amministratori sarà quello di spiegare bene ai cittadini “ l’obbligatorietà” della scelta salvaguardando, almeno in parte, il valore etico e politico della partecipazione dei cittadini.

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