di Giacomo Martini
PORRETTA ALTO RENO – Dal 19 luglio scorso sono attive le interruzioni ferroviarie imposte dai lavori manutentivi sulla linea Porrettana nel tratto Sasso Marconi – Alto Reno Terme che hanno determinato la necessità di introdurre il servizio di bus sostitutivi sulla Statale 64.
Sul tema è intervenuta la presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, Valentina Cuppi, che ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna, alla Città Metropolitana e a Tper (azienda di trasporto) un riscontro urgente circa i gravi e numerosi disservizi con cui quotidianamente i passeggeri devono misurarsi.
Sin dalla sua entrata in servizio, la navetta sostitutiva non ha funzionato adeguatamente: numerose le corse in cui non sono state rispettate le fermate stabilite, lasciando così i passeggeri nell’impossibilità di salire sul mezzo. Altro importante disagio è stato riscontrato presso la fermata nella frazione di Pioppe di Salvaro, difficilmente raggiungibile dai cittadini, in particolare per anziani o persone con disabilità. Ed è per questo che l’Unione ha richiesto l’installazione un punto sosta all’interno del centro abitato.
A seguito di tale sollecitazione, l’assessora ai trasporti della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, ha richiesto a Tper tempestivi provvedimenti per risolvere le problematiche sollevate.
In merito alla segnalazione del mancato passaggio della corsa delle 5:23 presso la fermata di Marzabotto, Trenitalia Tper informa che è stata applicata sanzione alla ditta esecutrice del servizio. Dalla giornata di martedì 22 luglio è stato inoltre previsto un autobus aggiuntivo denominato “Marzabotto stazione” in via Musolesi, presso il parcheggio della stazione, a distanza di 150 metri dalla stazione stessa. Non è stato possibile accettare la richiesta di spostamento dei punti fermata (Silla, Carbona, Vergato, Pioppe, Lama di Reno) a causa della mancanza, nei punti richiesti, dei requisiti che una fermata deve necessariamente avere: l’ampiezza dello spazio di manovra, la distanza dai marciapiedi o da sottopassi con limiti di altezza per il transito dei bus.
Giuste richieste, ma dov’era la Regione Emilia-Romagna quando la linea Bologna-Alto Reno Terme, sciaguratamente fu trasformata in una linea di metropolitana interna per attraversare parte della città sconvolgendo la vita e le abitudini dei numerosissimi passeggeri, lavoratori e studenti? Attendiamo una risposta.









