Domenica 27 luglio, a partire dalle 11:00, avrà luogo,a Castello di Sambuca, la sesta edizione della festa “Genti e borghi della Sambuca”, grazie alla collaborazione delle pro loco di Frassignoni, Pavana, Taviano, Posola, I borghi di Treppio, dell’associazione Terra Selvaggia e al patrocinio del Comune di Sambuca Pistoiese.

La giornata si svolgerà secondo il seguente programma:
11:00, Inaugurazione, saluti istituzionali e descrizione del crowdfunding “Riapriamo la rocca della Selvaggia, insieme si può!”
11:30, Colazione, apertura dello stand dei necci e dei formaggi
11:30, Una nuova casa, laboratorio pratico di assemblaggio di nidi artificiali per uccelli a cura di Lega Ambiente
12:00, Bello tutto, ma che si mangia?, street food locale a orario continuato
16:00, Una notte di temporale, animazione e laboratorio creativo a cura del Teatro del Torgicollo
17:00, Franco Montani live, chitarrista di Cremona, che riempirà Castello di musica cantautori italiani
17:30, Torneo di calcio balilla, a squadre
18:30, Cineforum, proiezione del docu-film “Pasturismo” del collettivo “Boschilla”
21:30, Good Romance live, coppia musicale che spazia dai grandi classici alle hit riproposte in chiave acustica
22:15 Contrasta Dj set, piattaforma di eventi e un collettivo di artisti e musicisti impegnati nell’ambito culturale indipendente e legato all’espressione del territorio
Le strade del paese ospiteranno le opere degli Mauro Nativi e Dedè e sarà possibile conversare con gli autori.
Tutto il ricavato della manifestazione sarà devoluto alla raccolta fondi “Riapriamo la rocca della Selvaggia, insieme si può!” finalizzato al recupero della rocca di Selvaggia Vergiolesi. Il monumento, simbolo del comune e dell’intera montagna circostante, grazie al reperimento di nuove risorse, potrà essere dotato di recinzioni sicure, di una illuminazione adeguata e rispettosa della natura, godere del consolidamento del muro perimetrale e della pulizia dalla vegetazione in eccesso.
La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto profondo e duraturo sui ritmi collettivi della società. Ha interrotto il fluire ciclico tra tempo festivo e tempo ordinario, cancellando appuntamenti, pratiche, riti condivisi. Per mesi, le comunità sono rimaste sospese in un tempo uniforme, privo di scanditi significati sociali. Tuttavia, la crisi sanitaria non ha fatto che rendere più visibili e accelerare dinamiche già in corso: tra queste, il progressivo spopolamento delle aree interne italiane, il declino demografico dei territori montani, l’erosione di quei presidi culturali e civili che per secoli ne avevano garantito la coesione.
La riduzione dei servizi, l’invecchiamento della popolazione, l’assenza di politiche strutturali adeguate hanno contribuito a consolidare l’idea, diffusa anche nei livelli decisionali più alti, che l’abbandono di questi territori sia un processo naturale e irreversibile. In questo scenario, ogni occasione di ricomposizione sociale, ogni tentativo di rilancio, assume un significato che va oltre la singola iniziativa.
La ripresa della manifestazione “Genti e Borghi della Sambuca”, a sei anni dall’ultima edizione svoltasi nell’estate del 2019, si inserisce precisamente in questo contesto. Non si tratta semplicemente della riproposizione di una festa interrotta dalla pandemia, ma di un gesto consapevole e carico di senso. La ripartenza della manifestazione non risponde a logiche di continuità automatica o celebrazione nostalgica, ma rappresenta un’azione concreta in controtendenza. Una risposta, dal basso, alla narrazione dominante del declino; un tentativo di riaffermare il diritto alla presenza, alla vita culturale, alla progettualità nelle terre alte.
La festa si configura come momento collettivo di riconoscimento, in cui le relazioni si rinsaldano, le memorie si rinnovano e le pratiche sociali tornano a essere agite nello spazio pubblico. Non si celebra un’idea idealizzata di montagna, sospesa nel tempo e svincolata dalla contemporaneità. Al contrario, si valorizza la specificità del territorio, la vitalità delle sue risorse, la capacità delle comunità locali di generare cultura, partecipazione e visione. Non si tratta di rallentare, ma di riconoscere ritmi diversi; non di conservare un’identità statica, ma di sostenere una trasformazione coerente con i luoghi.
A rafforzare il significato dell’iniziativa è la scelta di legare la festa a un obiettivo comune, fortemente identitario: il sostegno alla raccolta fondi per la riapertura della Rocca della Selvaggia, promossa dal Comune di Sambuca Pistoiese. La Rocca, elemento simbolico del territorio e della sua storia, rappresenta non solo un bene culturale da recuperare, ma un nodo centrale di appartenenza e proiezione collettiva. Contribuire al suo recupero significa partecipare a un progetto di lungo periodo, volto a rafforzare la presenza sul territorio e a contrastare l’erosione delle sue strutture di senso.
In questo quadro, la festa “Genti e Borghi della Sambuca” non è semplicemente un evento ricreativo, ma un dispositivo culturale e sociale. Un momento in cui la cittadinanza si esercita nella sua forma più concreta, attraverso la partecipazione, il confronto, la cura dei luoghi. È un atto di presenza attiva che mette in discussione la retorica del destino segnato delle aree interne e apre spazi reali di possibilità.
La montagna non è una periferia, né una riserva da preservare. È un territorio complesso, con un proprio presente e un proprio futuro. E in quel futuro, la continuità della vita collettiva passa anche da gesti come questo.


