di Simone Tofani
AGLIANA – Giovedì 24 luglio ad Agliana, Pino Scotto, il volto eterno e abrasivo del Rock Italiano, ha fatto vibrare ogni centimetro del Carabattole Love Park con il suo “The Devil Call Tour”. Non è stata una semplice tappa di un tour ma un vero è proprio richiamo, un rituale collettivo quello che ha coinvolto band e pubblico.

Fin dalle prime luci del tramonto, il parco ha iniziato a riempirsi di un pubblico variegato, ma con un unico credo: il rock non è morto. Tocca ai lapolveriera da Verona aprire la serata con il loro sound che si fonde tra Indie, Pop e Rock Italiano anni 2000 che ha quel giusto mix di nostalgia e freschezza, presentano brani sia dal loro nuovo EP “Un posto in cui tornare” che brani iconici del loro passato.
Cambio palco, tocca ai Tothem completare il compito di aprire il main event, con la loro essenza Melodic Power Rock che in alcuni frangenti strizza l’occhio al Melodic Power Metal, cambiano decisamente rotta, proponendo sia brani del loro repertorio tra cui il nuovo singolo “Nelle Vene” che cover, come la personale versione di “Ti sento”. Brani che mettono in mostra le grandi doti canore di Ramona Veneri che si mescolano alla qualità sonora della band romana. Anche per loro una manciata di pezzi, che catturano il pubblico presente.

Il compito delle due band di apertura si conclude lasciando nella notte Aglianese il sapore di libertà tipico di queste sonorità e quando Pino Scotto è salito sul palco, la scintilla è scattata. Niente effetti speciali, solo amplificatori, sudore e verità.
Con i pezzi del suo ultimo album “The Devil Call”, ha spinto forte sul pedale: un mix di riff taglienti e liriche che non fanno sconti a nessuno. Brani e aneddoti tra gli stessi, che intrisi di temi sociali, ribellione, sarcasmo, politica: tutto ha trovato spazio in quella scaletta. Non mancano gli omaggi a Ozzy Osbourne e Lemmy. Il pubblico è immerso in un fiume di musica ruvida e parole che pungono, dove tra i brani nuovi sono riemersi anche i grandi classici, quelli che fanno alzare il pugno e chiudere gli occhi per cantare urlando contro le ingiustizie che ogni giorno ci flagellano. La ribellione deve partire da noi e “La resa dei conti” è il brano perfetto per unirsi in una sola voce.
L’esibizione continua frenetica e durante i pezzi più tirati, qualcuno ha iniziato persino a ballare scalzo sul prato. Mentre altri improvvisavano cori, stretti sotto le luci calde del palco. Pino Scotto, come al solito, ha graffiato con la voce e ringhiato col cuore. Nessun compromesso, solo verità e distorsione.
Questo concerto è stato uno tra i più attesi ad Agliana, inserito in un cartellone che da fine maggio sta trasformando il parco in un crocevia di arte, cultura e follia creativa, che ha visto per questo evento il Carabattole Love Park, trasformarsi in un vero e proprio tempio del Rock sotto un cielo stellato, dove i brani scorrevano veloci, come una macchina che sfreccia nella notte.
Continue scariche adrenaliniche, ci portano al finale. Dove ci ritroviamo immersi in una standing ovation tributata a Pino Scotto e alla sua band per aver dato vita ad una serata, che è stata un’autentica celebrazione del rock come forma espressiva libera e senza compromessi. Un momento di condivisione artistica che ha rafforzato ancora di più il legame tra Pino Scotto e i suoi fan, nel segno della passione e della verità. Dando vita ad una delle serate musicali più significative dell’estate aglianese.










