mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, per ex vicesindaco Faggi si va verso l’archiviazione delle accuse

di Andrea Mori

PRATO – Per Simone Faggi, ex vicesindaco di Prato, si avvicina una possibile chiusura del procedimento aperto nei suoi confronti con l’ipotesi di false dichiarazioni al pubblico ministero. La Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha infatti presentato la richiesta di archiviazione al giudice per l’udienza preliminare.

Simone Faggi

I magistrati insomma, dopo aver analizzato gli elementi raccolti, hanno ritenuto non esserci le condizioni per portare avanti l’accusa. Adesso sarà il giudice per le indagini preliminari, il gip, a decidere se accogliere la richiesta e chiudere definitivamente il caso.

Faggi, lo ricordiamo, era stato ascoltato nelle scorse settimane come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che coinvolge l’ex sindaca Ilaria Bugetti e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Alcune dichiarazioni del numero due del Comune di Prato erano sembrate sospette agli inquirenti, tanto da portare il suo nome ad essere iscritto nel registro degli indagati per presunte false comunicazioni al pubblico ministero.

Nei giorni scorsi, però, è stato lo stesso Faggi a chiedere di tornare a parlare con i magistrati, e così è stato: si è presentato per un secondo interrogatorio, accompagnato dal suo avvocato Giuseppe Nicolosi, con l’obiettivo di chiarire meglio alcuni aspetti rimasti sospesi. Ha risposto a tutte le domande e ha fornito ulteriori dettagli.

Raggiunto al telefono per un commento, l’ex vicesindaco ci ha detto di “voler soltanto ringraziare la magistratura per avermi dato la possibilità di chiarire alcuni aspetti. Ho sempre cercato di agire con la massima trasparenza e collaborazione”.

Nel frattempo, l’indagine principale va avanti. I pubblici ministeri Lorenzo Gestri, Lorenzo Boscagli e Antonio Nastasi proseguono con nuovi interrogatori e accertamenti.

L’inchiesta, esplosa lo scorso 13 giugno, ha portato alle perquisizioni nei confronti dell’ex sindaca Ilaria Bugetti e dell’importante imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Per entrambi è stata ipotizzata l’esistenza di rapporti non trasparenti, con scambi di favori e vantaggi fuori dalle regole.

La procura aveva chiesto per la prima cittadina pratese i domiciliari, mentre per l’industriale il carcere, considerando anche una sua precedente condanna per un altro caso di corruzione. Il gip Alessandro Moneti, però, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ha respinto l’arresto per Bugetti, quest’ultimo probabilmente evitato grazie alle dimissioni. Per Matteini Bresci, invece, sono stati disposti i domiciliari dopo l’interrogatorio.

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