mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Governo impugna la legge Toscana sul salario minimo. L’ira del Pd

FIRENZE (Ansa) – (di Alessandro Bartolini) Il governo ‘boccia’ la Toscana sul salario minimo.

Il palazzo della Regione Toscana

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Consulta la legge 30 del 18 giugno 2025 che prevede un criterio premiale nelle gare pubbliche per le aziende che garantiscono un salario minimo di almeno 9 euro lordi l’ora.
Alcune disposizioni del provvedimento, secondo Palazzo Chigi, sono in contrasto con la normativa statale in materia di tutela della concorrenza e quindi violano l’articolo 117 della Costituzione.
Dure le reazioni del Partito democratico, a partire dalla segretaria Elly Schlein che anche nei giorni scorsi aveva rilanciato la proposta del salario minimo per far ripartire la domanda interna.

Quella del governo, dice, è una decisione “scandalosa”, “considerato che le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese per le bollette alte e gli stipendi bassi”. Tuttavia, assicura, “non solo continueremo a batterci perché in Parlamento torni la legge di iniziativa popolare su cui abbiamo raccolto oltre centomila firme, ma il salario minimo sarà centrale in tutti i programmi elettorali nelle regioni in cui andremo al voto”. Una “netta contrarietà” che si rispecchia nelle parole del governatore toscano, Eugenio Giani, anch’esso in difesa di “una norma di civiltà” e pronto a costituire la Regione “in giudizio davanti alla Corte Costituzionale” per sostenere sia la legge che il principio che la ispira: “il lavoro giusto, sicuro e retribuito in modo equo”.
Per il capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, “il governo dopo aver abbattuto la proposta unitaria delle opposizioni, mette in discussione anche l’autonomia delle Regioni”, mentre la responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra definisce quella di Palazzo Chigi una “decisione vigliacca”. Per Avs interviene Nicola Fratoianni: “Si fosse trattato di una legge a favore delle banche o delle compagnie energetiche il governo Meloni non avrebbe fatto una piega” e parla di “destra nemica della povera gente e di chi fatica ad andare avanti”.
In meno di un anno è la quarta volta che il governo impugna una legge toscana. La prima, nel settembre 2024, era stata per la normativa sui balneari che la Consulta ha poi dichiarato incostituzionale. A marzo era toccato al Testo unico sul turismo per la parte relativa agli affitti brevi e infine a maggio alla legge sul fine vita. Per questo i parlamentari toscani del Pd sottolineano il “rancore senza limiti”, di Meloni, che “tenta di affossare per l’ennesima volta le riforme della giunta Giani in Toscana”.
Per quanto riguarda il salario minimo identica sorte era toccata alla legge della Regione Puglia, impugnata dal governo lo scorso gennaio.
   

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