di Giacomo Martini
SAMBUCA PISTOIESE – Sambuca è uno dei borghi più belli dell’Appennino tosco-emiliano e allo stesso tempo tra i più difficili da governare; soprattutto per salvaguardarlo dallo spopolamento e dal degrado. Attorno a Sambuca, un mare di piccoli borghi di grande fascino, sparsi in un territorio immenso tra boschi, fiumi e paesaggi incontaminati. I residenti sono 1.400 anche se 326 di loro, pur avendo mantenuto la residenza, vivono all’estero.

Il sindaco è Marco Breschi, pistoiese, professore e docente di demografia dell’Università di Sassari, una sede di lavoro non proprio vicinissima al palazzo comunale di Taviano dove ha sede l’amministrazione.
“A molti potrà apparire una scelta folle, per me no. Vivo con la famiglia al Castello e mi sento radicato. Sambuca è un insieme di territori abbandonati e spopolati, un mare di verde incontaminato, parte del Parco regionale dell’Acquerino, a metà tra il nostro comune e quello di Pistoia. Pace, vuoto, silenzio, un’occasione unica per pensare a se stessi”.

Sambuca è terra di confine tra Emilia e Toscana, Bologna e Pistoia, il centro vero dell’area è Pavana dove scelgono di vivere molti cittadini del comune, la frazione più popolosa di Sambuca.
Il problema è contenere lo spopolamento, un processo nazionale e irreversibile, nonostante la diminuzione del costo delle case che non risolve il problema in quanto alcuni comprano le case solo per le vacanze, le abitano per un tempo soprattutto estivo e limitato. Lo sviluppo economico è inesistente, la crisi che ha investito il comparto del caffè a Gaggio Montano, la crisi della meccanica a Porretta e Castel di Casio incrementano la fuga verso la città. Meno popolazione, più tagli ai servizi, posta, scuola, edicola.
Rimane Pavana ancora attiva, quasi come l’ultima fermata di una metropolitana da Bologna. Chi potrebbe decidere di rimanere o di venire a vivere a Sambuca?
Chi vive o arriva qua fa una scelta culturale. Se nasce un bambino è un problema, gli studenti sono degli eroi, molti arrivano contenti e poi se ne vanno delusi; nella frazione di Torri, rimangono quattro-cinque abitanti in inverno, a Treppio 150, la valle della Limentra quasi del tutto spopolata, Posola vuota. Le vie di comunicazione in condizioni precarie, non abbiamo mezzi se non per interventi urgenti e minimi. Nel periodo estivo per le strade, i lampioni, la luce la richiesta cresce a causa della presenza dei proprietari delle seconde case. Dobbiamo gestire 400 km di strade con un operaio; nel comune lavorano sette dipendenti alcuni dei quali in comproprietà con l’Unione dei Comuni pistoiesi. Non ho un soldo. E l’Unione non ha finanziamenti.
L’Unione unisce i comuni di Sambuca, Abetone, Cutigliano, San Marcello-Piteglio, comuni che non confinano. A cosa serve allora?
Per alcune funzioni comuni come il catasto, il sociale, la statistica. Non hai le risorse per rispondere alle richieste primarie del territorio, per i residenti: scuola, sanità, assistenza sociale, per le seconde case, strade, luce. Registriamo la più alta quota di spesa sociale che era stata coperta dal reddito di cittadinanza.
E la Regione?
Ci è stato assegnato l’indice di disagio che ha partorito un provvedimento ad hoc, 100 mila euro per la spesa corrente.
Ma potreste intervenire attraverso i bandi?
Il bandi chiedono il cofinanziamento, dovremmo partecipare a quelli per la frana, il campo di Pavana, gli edifici pubblici e l’illuminazione per il fotovoltaico.
Parliamo adesso del dissesto idrogeologico.
Il dissesto è incontenibile, tutto è negativo, il bosco ha mangiato tutto, il bosco abbandonato crea problemi, la non cura del bosco è la causa fondamentale del dissesto, nel bosco ceduo (faggio, ndr) l’albero si piega e sotto penetra l’acqua.
La Statale 64 Porrettana?
L’Emilia ha investito in un territorio più facile, da noi le strade sono quelle del Granduca, è tutto molto più complicato
Si parla di grandi interventi come la bretella , mi chiedo che senso ha fare delle gallerie?
Per la ferrovia sarebbe fondamentale che le due regioni collaborassero, ma non si parlano.
Un problema primario per i residenti è la sanità.
I cittadini di Pistoia vanno a Sasso Marconi, i porrettani a Pistoia, in base a quote regionali riservate ai fuori sede. Ma ci sono sempre dei problemi a causa dei due sistemi informatici. Ripeto, Emilia-Toscana non si parlano. Tra l’altro siamo senza medico di base.
Nel comune esiste un parte storica che attira molti turisti, il Castello di Selvaggia, su cui si racconta una leggenda cantata anche dal poeta Cino da Pistoia, di questa castellana che ospitava i cavalieri di passaggio e dopo una notte d’amore li faceva uccidere.
Questo castello è il simbolo della comunità e vorremmo recuperarlo, per questo abbiamo lanciato un crowdfunding nella speranza di raccogliere le risorse necessarie. Da anni sostengo una legge per creare le Zfm, le Zone franche montane: non è possibile che i cittadini di Sambuca e di altri territori montani paghino le stesse tasse come e abitassero a Pistoia o Bologna. Dovremmo fare un fronte comune con gli altri sindaci per una battaglia per i servizi: salute, scuola, tasse, strade, ferrovia, i disastri ambientali. Il massimo sarebbe la creazione di un assessorato unico per la montagna tra Emilia e Toscana.









