mercoledì, Settembre 9, 2026

A Lizzano in Belvedere inizia la battaglia per l’acqua pubblica, nasce un comitato di cittadini

di Giacomo Martini

LIZZANO IN BELVEDERE – Ieri sera nella sala del consiglio comunale di Lizzano in Belvedere si è svolta una affollatissima assemblea convocata dalla Giunta comunale per spiegare ulteriormente le ragioni del passaggio del sistema idrico comunale alla gestione di HERA, la multinazionale a cui la Regione Emilia-Romagna ha concesso la gestione dell’acqua di proprietà delle amministrazioni pubbliche.

Si è trattato del secondo appuntamento dopo quello del mese di giugno dal quale si era evidenziata una forte opposizione popolare, motivo per cui l’amministrazione ha deciso questo ulteriore incontro. Ma la ragione vera è che si è formato un comitato per la raccolta delle firme per chiedere l’annullamento della delibera che assegna la gestione del servizio idrico ad HERA.

L’incontro è stato aperto dalla sindaca Barbara Franchi, che ha ricordato le ragioni normative, tecniche, gestionali, professionali ed economiche che hanno “obbligato” la Giunta alla scelta di Hera, chiarendo ancora una volta che alcune fonti storiche non sarebbero state toccate.

Come è noto, la situazione idrica di Lizzano è diversa da tutte le altre dei comuni limitrofi a causa di una realtà decentrata di fonti nei diversi borghi che non sono parte del servizio idrico comunale e che pertanto dovrebbero essere escluse dalla gestione di Hera. Ma ancora una volta non ha convinto una parte molto sostanziosa della platea e dei cittadini. Molti gli interventi critici da parte di alcuni dei partecipanti, tra i quali va ricordato come il più interessante, quello da parte di Elena Torri, ex sindaca di Lizzano che, ritenendo giusta e obbligata la scelta da parte della Giunta, ha evidenziato con forza gli errori politici e gestionali fatti dalla stessa in questa vicenda; due gli errori: l’approccio al problema troppo ritardato, avrebbero dovuto dire prima la verità, senza tergiversare e il mancato coinvolgimento della popolazione prima di ogni decisione.

Proprio questi due gravi errori – soprattutto il secondo -, sono stati ricordati negli altri interventi critici da parte di esponenti dell’opposizione e di singoli cittadini. Oltre alle critiche ricordate, la richiesta che viene dal fronte anti-Hera è la deroga alla normativa nazionale e regionale, per gestire il sistema idrico in autonomia, come è accaduto per altri enti locali come il Comune di Granaglione (Porretta Terme aderì ad Hera), come Fanano e altri comuni in provincia di Modena.

E’ stata avanzata la richiesta di nominare un comitato di cittadini per aiutare il Comune a gestire l’acquedotto. E’ stato anche evidenziato il rischio reale di un forte aumento delle future bollette per l’uso dell’acqua, sia domestico che per giardini e altre parti esterne della casa, che degli alberghi: Lizzano vive di turismo e richiede cure particolari. E gli elevati costi potrebbero creare problemi proprio al turismo.

Per tutto questo e altro ancora, è nato il comitato “L’acqua di tutti” che prende la spinta dalla critica fondamentale che è stata più volte sottolineata nel confronto: in questa scelta strategica e fondamentale la giunta non ha coinvolto i cittadini se non con grave ritardo. Un errore politico che peserà fortemente sul futuro di questa giunta, al di là del risultato del referendum.

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