PISTOIA – “Quello che sta emergendo in questi giorni non è soltanto grave: è intollerabile. Esiste un forum online, creato e frequentato esclusivamente da uomini, dove questi soggetti condividono, senza alcun consenso, foto di donne – spesso prese dai loro social o addirittura scattate di nascosto – accompagnandole con commenti sessisti, degradanti e violenti. Non parliamo di episodi isolati: il fenomeno è diffuso, nazionale, e tocca da vicino anche la nostra comunità locale.

A Pistoia, ad esempio, si è verificato un caso concreto che dimostra quanto la cultura della violenza sia radicata anche a livello locale. Nei giorni scorsi una giovane donna ha denunciato che alcune sue foto, già pubblicate sul proprio profilo Instagram, sono state caricate senza il suo consenso su un forum online dove venivano raccolte immagini di donne accompagnate da commenti sessisti e degradanti. La ragazza ha spiegato che tra gli utenti del sito figuravano anche persone della sua stessa città, riconoscibili dai riferimenti alla sua professione, alla famiglia e al compagno.
È inaccettabile che un sito di questo tipo, costruito e alimentato da uomini che trasformano la violazione della dignità femminile in intrattenimento, nonostante numerose denunce, sia stato fino a poco fa attivo.
Con un comunicato apparso sulla home page gli “amministratori” del sito hanno annunciato di chiudere e cancellare tutto, nascondendosi dietro la motivazione inappropriata di non essere stati in grado di “controllare la situazione”. Come se bastasse cancellare tutto per eludere le proprie responsabilità.
Sono anni che le donne denunciano queste pratiche senza ricevere riscontri concreti; ora che la verità è emersa in tutta la sua gravità, la risposta è stata la chiusura improvvisa e la cancellazione delle prove. È un messaggio devastante: chi ha violato la dignità e la sicurezza delle donne potrà farla franca, rafforzando l’idea che l’abuso online sia privo di conseguenze. Auspico che le Autorità aprano immediatamente un’indagine approfondita: non è più possibile minimizzare, voltarsi dall’altra parte o lasciare che le vittime vengano colpevolizzate invece che tutelate.
I numeri parlano chiaro: in Italia una donna su tre ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Ogni tre giorni, una donna viene uccisa da un uomo, spesso dal partner o dall’ex partner. Questi dati, diffusi da Istat e dal Ministero dell’Interno, fotografano un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata.
Non si tratta di “goliardate” o di episodi marginali, ma di un problema strutturale e sistemico, alimentato da una cultura maschile che legittima l’idea che il corpo delle donne sia una proprietà collettiva da usare, giudicare, diffondere.
Chiunque sia a conoscenza di questi episodi deve alzare la mano, denunciare, pretendere giustizia. Tollerare questi comportamenti significa esserne complici. E’ il momento di pretendere responsabilità, proteggere le vittime e di mettere fine a una cultura maschile che normalizza l’abuso e l’umiliazione delle donne”
Paolo Tosi, Consigliere PD Pistoia









