di Giacomo Martini
VENEZIA – La Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia appare sempre di più uno spettacolo gossip segnato dalla presenza molto ingombrante delle più svariate star del cinema a cominciare da Hollywood, di cui il tappeto rosso è il simbolo inalienabile.
Per quanto riguarda i film, dopo il successo dell’interessante LA GRAZIA di Paolo Sorrentino a cui è toccato l’onore di aprire la kermesse, ecco l’atteso BUGONIA di Yorgos Lantymos, con una sempre convincente Emma Stone; poi di tutt’altra stoffa, JAY KELLY di Noah Baumbach con George Clooney nella parte della star; ed infine ORPHAN dell’ungherese Lazlo Nemes, la storia del piccolo Orphan ossessionato dal ritorno del padre, un’opera modesta ma ben interpretata.

Venezia oltre al cinema e alle sfilate rappresenta l’occasione per fare il punto sul cinema italiano e così è stato.
“Abbiamo dato voce alle associazioni di categoria affinché tratteggiassero con numeri e dati certi il valore positivo culturale ma anche economico-occupazionale generato dalle realtà rappresentate. Emerge il quadro della strategicità di una filiera industriale e produttiva che rappresenta un’eccellenza. Quasi 12 miliardi di euro i ricavi complessivi del mercato audiovisivo italiano, più di 124mila impiegati nell’audiovisivo, effetti benefici sul territorio da set e mani festa zioni. L’Italia è tra i cinque principali Paesi produttori EU”.
Così il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni in apertura de “Il cinema e l’audiovisivo in numeri: Motore culturale, occupazionale e opportunità per il Paese”, stamane al Lido di Venezia a cura della DG Cinema e Audiovisivo del MIC. Aperto dal Presidente di Cinecittà Antonio Saccone, ha visto partecipare i Presidenti ANICA Alessandro Usai, ANEC Mario Lorini, APA Chiara Sbarigia, Confartigianato Cinema e audiovisivo Corrado Azzollini.
Lorini ha evidenziato le 1.658 sale cinematografiche (740 al nord, 559 al centro, 359 al sud/isole), di cui 1.216 commerciali e d’essai e 442 della comunità. A giugno 2025, l’esercizio era composto da 10 Grandi imprese, 31 Medie imprese, 110 Piccole imprese, oltre 600 Micro imprese.
Il numero di addetti impiegato è di oltre 6.800 (al 52% uomini), cui si aggiungono gli addetti dell’indotto, per totali oltre 20mila unità impiegate nelle attività delle sale cinematografiche. Quanto ai set aperti nel 2025, il Sottosegretario ha rilevato che il dato è allineato a quello del 2024, con 144 set attivati.
Un quadro nel complesso positivo ma che manca di una strategia a più largo respiro in grado di garantire un livello di produttività pari ad altri paesi europei, come Francia, Spagna e Germania.









