di Caterina Benini
SERRAVALLE PISTOIESE – Barbara Pratesi nasce a San Marcello Pistoiese, il paese di origine della madre, e fino a venti anni vive con la famiglia a Casalguidi nel Comune di Serravalle Pistoiese.
È l’incontro con l’amore della sua vita, Alessandro Maccioni, che la porta giovanissima a trasferirsi al Santonuovo nel comune di Quarrata. Da sempre Barbara vive tra i suoi due luoghi del cuore, distanti solo pochi chilometri. L’arte, la pittura e in particolare l’interesse per la materia nascono con lei. Piccolissima passava i pomeriggi nel negozio della madre, in via Pollacci a Casalguidi e disegnava sulla carta da pacchi.

“Alle clienti chiedevo cosa volessero e lo rappresentavo sulla carta che poi portavano via”; racconta Barbara ricordando la sua infanzia. Già allora adorava sporcarsi le mani con i colori. La mamma le comprava tinte di ogni genere che lei utilizzava divertendosi. Anche Gabriella amava dipingere, spesso diceva alla figlia che era sprecisa perché ammassava troppo colore senza stenderlo.
“A me piacevano un sacco le montagne di colore, non lo stendevo come avrebbe voluto, lo raccoglievo perché mi è sempre piaciuto lavorarlo il colore, giocare con la materia”, continua a ricordare Pratesi.
Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Firenze ed essersi specializzata in pittura del nudo e scenografia, inizia a lavorare, a livello nazionale e internazionale, occupandosi di design e allestimenti per numerosi eventi e spettacoli anche televisivi.
Durante una trasferta di lavoro in Francia, trent’anni fa, Barbara incontra un uomo che rimane colpito dalla pittura che la giovane artista aveva fatto sui pannelli dello stand. Li acquista e suggerisce a Barbara di continuare a dipingere perché aveva visto in lei un talento. L’incontro con la prima persona che oltre le sue conoscenze affettive ha apprezzato il suo lavoro, l‘ha spinta a dipingere.

Nel 2004 arriva il primo grande riconoscimento in un concorso internazionale di arte a Forlì dove si aggiudica il primo posto. Nell’occasione conosce il famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi che apprezza il suo lavoro e le dice: “Tu puoi continuare a dipingere”. Poche lapidarie parole cariche di una grande importanza tenuto conto della voce autorevole da cui erano state dette.
La sua arte si distingue perché poliedrica, vivace, mai scontata. Il colore è una continua trasformazione fino a diventare materia non solo da guardare, ma da toccare. Di recente, in un post sui social, si è definita “indaco” dentro e fuori. È la tonalità che più la rappresenta e che si ritrova in molte delle sue opere. Tra i suoi colori ci sono il blu, il viola, il bianco e naturalmente l’indaco.
Pratesi non mescola mai in un quadro tanti colori, sceglie una tonalità e gioca sulla sua trasparenza. I temi più rappresentati sono il mare e le maree, l’arte sacra e riferimenti ad elementi della natura. Niente nelle sue opere è banale o scontato, l’intreccio tra colore e materia crea un’armonia che porta l’osservatore ad interpretare il quadro in maniera personale.

Nelle sue opere c’è la continua rincorsa tra il tempo e lo spazio, quello che è stato e quello che è. La famiglia, gli affetti più cari, la memoria del tempo passato sono fondamentali nella ricerca dei temi da interpretare. Come faceva da bambina, così continua a fare adesso che è un’artista affermata: non stende il colore in modo piatto, nei suoi quadri c’è la tridimensionalità, la materia viene lavorata e interpretata. Per questo le sue opere richiedono tempo.
Il colore e i materiali che utilizza come la resina, il gesso, il cemento, si modellano e si trasformano con il passare delle ore, talvolta dei giorni, cambiando l’effetto globale dell’opera. Solo quando il processo di consolidamento è terminato, valuta il lavoro e non è insolito che possa ricominciare tutto di nuovo.
“A volte creo un bozzetto, spiega l’artista, ma capita anche che mi siedo davanti alla tavola nuda e mi lascio guidare dalle emozioni di quel momento”. La sua arte è estemporanea, è espressione di ciò che si muove dentro di lei. La scelta di colori luminosi è legata al suo personale bisogno di vedere e ricercare la luce.
“Una volta quando mio figlio Lorenzo era piccolo, guardando i miei lavori mi disse che facevo quadri scuri che sembravano chiari. Credo che abbia reso l’idea di quello che voglio trasmettere con la mia opera”. Ognuno di noi attraversa momenti di chiaro scuro nella vita, il nero si può attraversare solo con la luce, quei colori brillanti che dominano i quadri di Pratesi e che li rendono unici. Tra le critiche autorevoli che le sono state rivolte, le parole di Giancarlo Bonomo sono quelle che più la rappresentano. Il noto critico d’arte afferma che Barbara Pratesi e la sua arte non si rifanno a nessun modello.

Pratesi ha trovato la sua identità artistica che la rende unica. “Posso stare anche 15 giorni senza toccare un pennello, racconta, come posso stare giorni e giorni senza mai posare il pennello perché il bisogno di dipingere è impellente”. Non ha un atelier dedicato ai momenti di lavoro, può dipingere ovunque e non solo con i pennelli, molto con le mani per toccare, plasmare, dare forma alla materia.
Tre le opere che più la rappresentano c’è “L’equilibrista: tra il bene e il male” un quadro del 2008. È attraversato da un filo che va da destra a sinistra con al centro una figura di donna che tiene un piede sotto il filo verso il colore scuro e la mano tesa in avanti, in alto verso la luce. È la metafora della vita: abbiamo luce ed ombra e tutti camminiamo cercando di restare in equilibrio.
Nel 2010 dipinse un’opera dedicata al campione di ciclismo Franco Ballerini dal titolo “Tra cielo e terra non c’è un confine”. La ruota della bicicletta diventa oggetto vivo in alcune realizzazioni dedicate al ciclismo e ad Alfredo Martini che la definì, in una dedica speciale, una grande artista. La cifra personale che la caratterizza sta nella grande generosità, nel mettere spesso la sua arte al servizio della collettività.
Nasce da una sua idea l’associazione di promozione sociale “I colori nel silenzio” dedicata a Gabriella Giannini, la madre. Non dimentica, Barbara, la fatica di farsi strada nel mondo difficile dell’arte, per questo mette a disposizione la sua esperienza e professionalità per giovani artisti emergenti anche attraverso iniziative di solidarietà, sostegno e promozione del territorio.
“Barbara rifugge quel modo di concepire l’arte che ne fa una disciplina prettamente elitaria. Conosce in prima persona il potere rigenerativo e ricreativo che l’arte è capace di produrre. Per questo sostiene ed incoraggia le iniziative volte ad utilizzare l’arte come strumento benefico. L’arte e l’artista sono spesso due entità indissolubili e conoscere l’uno rivela molto dell’altro”, queste parole si trovano nella prefazione al catalogo antologico di una mostra che Barbara ha organizzato presso Villa La Magia a Quarrata, scritte dal figlio Lorenzo.
L’arte di Pratesi e Barbara pittrice sono due entità indissolubili, entrambe necessarie per comprendere l’arte e l’artista. Barbara Pratesi è una pittrice contemporanea che attraverso il colore e la materia interpreta sé stessa e il mondo che la circonda.
Questo fine settimana è attesa a Treviso per la mostra dal titolo “Mindscape” allestita nell’Abbazia di Santa Bona di Vidor. Gli artisti selezionati presenteranno le loro visioni ed interpretazioni del paesaggio nella rassegna d’arte contemporanea dal titolo “Arts in tempore” un progetto a cura di Roberta Gubitosi.









