mercoledì, Settembre 9, 2026

Cocci (FdI), lettere anonime, revenge porn e massoneria, quanto basta per bocciare un candidato

di Andrea Mori

PRATO – Una vicenda sporca che colpisce Tommaso Cocci, la vittima, ma anche l’intera Prato, mai così fragile. 

Tommaso Cocci

Avvocato di 34 anni, Tommaso Cocci era capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale prima dello scioglimento. Fino a qualche giorno fa era certa la sua candidatura alle prossime elezioni regionali della Toscana di ottobre.

Tra febbraio e aprile, l’esponente FdI ha ricevuto due lettere anonime contenenti accuse tra cui alcune pesantissime: consumo di droga, pedofilia e legami massonici. Obiettivo di questa azione fermare la sua corsa in Regione. Nello stesso periodo Cocci è stato vittima di un vero e proprio ricatto a sfondo sessuale: foto intime, ottenute con un adescamento online, sono state fatte circolare tra esponenti politici e dirigenti di partito.

Il giovane avvocato non ha negato l’autenticità di uno scatto, e ha fatto sapere di aver immediatamente denunciato tutto alla Digos e alla Procura di Prato. C’è infatti un’inchiesta aperta da mesi, seguita direttamente dal capo procuratore Luca Tescaroli.

“Accuse tanto gravi quanto false – replica l’avvocato . Non avendo nulla da temere ed essendo sereno con la mia coscienza, mi sono recato immediatamente a sporgere denuncia: un caso di revenge porn all’interno di un tentativo di estorsione. Ma io non ho voluto cedere ai ricatti, ho denunciato e sono andato avanti. Non ne ho parlato pubblicamente per non inficiare le indagini. Sapevo da mesi che questo giorno sarebbe potuto arrivare, ma sapevo anche di avere la forza e la serenità per affrontarlo. Perché, mi domando, se qualcuno è stato testimone di miei comportamenti penalmente rilevanti, non ci ha messo la faccia? Invece si è nascosto dietro l’anonimato per gettarmi del fango addosso, ipotizzando reati abominevoli. Ma adesso voglio rivolgermi a quella persona, o a quelle persone, che hanno orchestrato questa infamia: vi rendete conto che per vicende simili la gente si toglie la vita?

Io sono fortunato, perché mi sentivo a posto con me stesso, perché ho avuto chi mi è stato accanto. Ma in casi simili ci sono persone che si sono ammazzate. Non vi fate schifo, per aver assunto il rischio della vita di una persona? E per cosa? Forse per una corsa politica?

Io voglio utilizzare questo momento di esposizione mediatica, mio malgrado, per dire a tutti quelli che subiscono casi di revenge porn: denunciate. Come abbiamo visto nelle scorse settimane può succedere a tutti, purtroppo più spesso alle donne, ma anche a noi uomini. E io vi incoraggio anche a superare quel momento di pudore e rivolgervi alle autorità. Si deve vergognare soltanto chi fa questo schifo mettendo a rischio la vita delle persone.

Mi dispiace soltanto se, in un momento di leggerezza, mi sono lasciato ingannare: una foto nel mio privato, intima, non sconveniente, che ad oggi ha causato tanti patimenti a chi mi vuole bene. Non accetto di essere ricattato, non accetto accuse anonime di aver commesso reati infami. Forse qualcuno ha scambiato la mia mitezza solita per codardia: ebbene, ha fatto un grande errore.

La forza di reagire me l’ha proprio data chi mi vuole bene, oltre all’amore che ho per questa città e la passione nei confronti della politica. Da mesi sapevo che questo sarebbe potuto succedere, ma sono andato avanti, perché non ho niente di cui rimproverarmi. L’amore che ho per Prato è troppo, è troppo grande”.

Il centrosinistra ha attaccato duramente. Il segretario del Pd pratese Marco Biagioni chiede “immediata chiarezza” sull’affiliazione di Tommaso Cocci alla loggia “Sagittario”, definendo la massoneria “incompatibile con l’impegno politico-amministrativo”. Accusa Cocci e l’onorevole La Porta di aver taciuto la notizia, parlando di “doppia morale” in Fratelli d’Italia. Biagioni condanna invece con fermezza il ricatto a sfondo sessuale subito da Cocci, definendolo “un ignobile caso di revenge porn” che va perseguito con decisione.

Nel partito di Cocci inevitabilmente il clima è incandescente: da una parte i dirigenti nazionali come Giovanni Donzelli e la deputata Chiara La Porta hanno manifestato sostegno, dall’altra sono emersi attriti con altri candidati interni. È noto a tutti, per esempio, che tra Cocci e Claudio Belgiorno, anche quest’ultimo candidato alle Regionali con FdI, non corra buon sangue.

Il caso, è evidente, rischia di trasformarsi in una guerra tra fazioni all’interno di Fratelli d’Italia, con conseguenze dirette sulla compattezza del partito in vista delle elezioni toscane.

Le accuse, anche se anonime, pesano come un macigno sulla credibilità della destra pratese. L’intreccio con la massoneria, poi, rende il quadro ancora più delicato. Infatti Cocci, iscritto da 12 anni, è stato segretario della loggia “Sagittario di Prato” e si è messo “in sonno” a giugno. La loggia è la stessa a cui apparteneva Riccardo Matteini Bresci, personaggio al centro dell’inchiesta che ha coinvolto la sindaca Bugetti (Bresci è l’accusato di corruzione nei confronti dell’ex prima cittadina ndr.), anche se Cocci sostiene di non aver avuto mai rapporti con lui.

In conclusione la scelta della dirigenza nazionale di FdI, che arriverà nei prossimi giorni, sarà decisiva per il futuro del giovane candidato e non solo. Qualunque sarà la decisione, il rischio è che questa lasci ferite profonde.

Alla fine comunque, a rimetterci, oltre naturalmente alla vittima, è il cittadino pratese. Con tutto quello che sta accadendo in città, in un periodo di tempo tra l’altro molto breve, si trova come a nuotare in un mare in tempesta. E questo, purtroppo, può darsi faccia aumentare il pericolo che il cittadino non voglia più nuotare. Tradotto: non voglia andare a votare. Magari nemmeno alle amministrative in primavera.

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