di Andrea Mori
PRATO – Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Stagione Concertistica 2025-26 della Camerata strumentale di Prato.
A raccontarla, all’interno del suggestivo Giardino Buonamici, c’erano la sovrintendente della Camerata Barbara Boganini, il direttore artistico Alberto Batisti e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Diana Toccafondi.

Un nuova stagione pensata come un lungo viaggio, un intreccio di ricorrenze, ritorni e nuove scoperte. Punto di partenza è il centenario del Teatro Politeama, che nel 1925 si presentò al pubblico con Tosca di Giacomo Puccini. A distanza di un secolo, quell’opera simbolo torna sullo stesso palcoscenico in un allestimento innovativo, frutto della collaborazione tra la Camerata e diverse realtà culturali pratesi, con il teatro stesso trasformato in protagonista.
Da qui prende il via un percorso che porta in scena i grandi nomi della musica. Mozart apre la serie dei concerti, seguito da Haendel, con il suo Messia nella rielaborazione orchestrale firmata proprio da Wolfgang.
Arrivano poi le pagine di Brahms, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per violino op. 77, accostati alla Seconda Sinfonia di Schumann, guida e mentore del compositore amburghese.
Tocca quindi a Schubert e, quasi a conclusione del percorso, a Bach, che con i suoi Concerti per uno e due clavicembali sposterà l’appuntamento al Teatro Metastasio, altro luogo centrale per la vita culturale cittadina.
Il sipario finale spetta a Smetana e alla sua Moldava, che prepara la strada all’ultimo grande protagonista della stagione: Jean Sibelius.
La Camerata, insieme al suo direttore principale Jonathan Webb, prosegue così il progetto dedicato all’integrale delle sinfonie del compositore finlandese con la Prima Sinfonia op. 39.
Accanto ai compositori, un ruolo fondamentale spetta agli interpreti: oltre a Webb, tornano Filippo Maria Bressan, Hugo Ticciati, Claudio Novati, Antje Weithaas. La stagione si arricchisce anche della presenza dell’Orchestra Leonore di Pistoia con il suo direttore musicale Daniele Giorgi, oltre a solisti già conosciuti e apprezzati dal pubblico pratese come il sassofonista Jacopo Taddei e la clavicembalista Arianna Radaelli, quest’ultima affiancata dal marito Andrea Buccarella.
Non mancano le sorprese: tra le novità figurano il Concerto per sax contralto e orchestra d’archi dello svedese Lars-Erik Larsson e le musiche di Nico Muhly, tra i più significativi compositori americani contemporanei.
La Camerata offre così una stagione che unisce memoria e sperimentazione, tradizione e contemporaneità, celebrando non solo i cento anni del Politeama ma anche la vitalità musicale di una città che sa guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Tutto il programma dettagliato della stagione su https://www.cameratastrumentale.org.










