SESTO FIORENTINO – Tenerezza. Santa Tenerezza, come il titolo del suo ultimo lavoro.
Nel concerto di Giuseppe Peveri, in arte Dente, che si è tenuto in Piazza Vittorio Veneto, nell’ambito della festa della Liberazione della città di Sesto, “Liberi Tutti”, si parla d’amore. Una amore tenero, appunto: attuale, passato, mesto, sfortunato, tradito, mancato, ma mai idealizzato.

Il mondo di Dente è un mondo semplice, fatto di vita quotidiana, di supermercati, piccoli appartamenti, autobus, utilitarie. Un mondo triste, anche? Si, ma una tristezza camuffata, intrisa di ironia e leggerezza.
Un musicista, Dente, che viene dal passato, dal cantautorato classico, che mal si concilia con la vita frenetica e scintillante di oggi. Delicato nel trascinarci in questo mare di sentimenti contrapposti e invadenti.
Un’ora e mezzo di musica che parte dalle canzoni del suo album più recente, per finire con i pezzi più classici e conosciuti. “Corso Buenos Aires”, “M’annegasti” e, soprattutto, “Favola” ci ricordano le atmosfere anni ’80.
E poi “Non ci pensiamo più”, la traccia dalla quale nasce il titolo dell’album “Santa Tenerezza”. Ma è con “Buon Appetito”, “A Me Piace Lei”, “Zenzero” e “Vieni A Vivere” che l’atmosfera della piazza si scalda, cantando in coro i ritornelli. Dente ci gioca su, allora. Fino alla fine. Poi ci lascia andare per questo mondo strano, pervaso di sentimenti contrastanti.
Forse un po’ malinconici, ma con tenerezza, “Santa Tenerezza”.









