PISTOIA – “Ieri in Consiglio comunale si è celebrata una “non discussione” sul Piano strutturale. Il leitmotiv in aula? Il silenzio della maggioranza che, indipendentemente dalla validità delle osservazioni presentate, non è intervenuta e si è guardata bene dal fornire spiegazioni o motivare i criteri delle proprie scelte.
La minoranza ha chiesto con forza motivazioni più analitiche, maggiore comunicazione con la città e chiarezza su cosa significhi davvero per l’amministrazione Tomasi “sviluppo strategico”. In molti casi anche soggetti qualificati, come l’Ordine degli Architetti, hanno visto respinta la maggior parte delle proprie osservazioni, senza un confronto vero. L’assessore Cialdi si è chiuso in difesa, il sindaco non si è neppure presentato e i consiglieri di maggioranza hanno scelto il silenzio.
Così il più importante strumento urbanistico della città è stato trattato come un passaggio burocratico: le controdeduzioni ridotte a pratiche da sportello, un elenco di sì e no senza criteri espliciti e senza visione politica. È la contraddizione più evidente di questa amministrazione: a parole semplificazione e libertà, nei fatti rigidità e opacità.
Il Piano strutturale non è un faldone tecnico: è la cornice con cui si decide il futuro urbanistico e sociale di Pistoia. L’assenza del sindaco e il silenzio della Giunta rivelano la povertà di idee e la mancanza di responsabilità politica verso la città. Questa, tra le altre cose, è stata la prima di cinque giornate dedicate al Piano strutturale: se il buongiorno si vede dal mattino, il consiglio si trasformerà ancora e ancora in un monologo delle opposizioni”.
Gruppo consiliare Pd









