mercoledì, Settembre 9, 2026

“Il difetto come creazione”: a Casalguidi la mostra del Fotoclub Allucinati

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Fino a martedì 16 settembre è possibile visitare, presso la sala consiliare al primo piano del palazzo comunale a Casalguidi, la mostra fotografica “Il difetto come creazione” organizzata dal Fotoclub Allucinati.

Sono circa 40 le fotografie artistiche esposte che hanno come elemento comune il difetto. Le fotografie non celebrano la perfezione, anzi mettono in mostra un difetto, qualcosa che nel processo di realizzazione è andato storto.

La collettiva sottolinea come l’errore fotografico possa diventare un’occasione per esprimersi e creare.

Il presidente Massimo Fattori e, a seguire, alcune immagini dell’inaugurazione della mostra fotografica “Il difetto come creazione” realizzata dal Fotoclub Allucinati a Casalguidi (fotografie di Simone Tofani)

È il secondo anno consecutivo che il Fotoclub espone durante i giorni di fiera grazie alla disponibilità e collaborazione con l’amministrazione comunale. Quest’anno la mostra celebra i dieci anni di vita del club che è stato fondato nel 2015.

Il presidente Massimo Fattori ricorda che “con alcuni amici abbiamo partecipato ad un corso di fotografia e una volta finito ci siamo trovati a chiederci cosa fare”. Così è nato il Fotoclub che nel tempo è cresciuto e oggi conta al suo attivo venti soci, tutti con la passione per la fotografia.

Il gruppo, che riprenderà gli incontri a partire dal 29 settembre, si ritrova, a cadenza quindicinale, presso l’oratorio Pier Giorgio Frassati a Casalguidi. Le serate, aperte a tutti, sono momenti di scambio e di condivisione intorno al mondo fotografico ma anche fucina di idee per progetti futuri.

Dal mese di ottobre riprenderanno i corsi di fotografia che si terranno presso l’oratorio dalle 21 alle 23 nei giorni 15-22 e 29 ottobre, 5-12 e 19 novembre e termineranno con una uscita fotografica. L’intento del corso è quello di utilizzare al meglio la macchina fotografica.

Le fotografie che i visitatori si troveranno ad ammirare in sala consiliare sono vere e proprie opere d’arte, diverse tra loro sia per la luce sia per il tema, ma tutte legate dalla particolarità di mettere in evidenza un difetto che non è casuale ma cercato e studiato. Il tema scelto è decisamente originale e in controtendenza.

In un mondo dove si ricerca continuamente la perfezione, il Fotoclub Allucinati ha messo al centro della mostra l’idea che il bello può nascondersi anche nell’imperfezione.

“Sono orgogliosa del successo di questo tema – spiega Veronica Sangiorgi – quando l’ho proposto al gruppo sono rimasti basiti, poi in molti hanno sposato l’idea”. Il mosso, la multiesposizione, lo sfocato, il sottoesposto o il sovraespostro possono essere considerati errori. Se valutati e creati ad arte, gestiti ed utilizzati con consapevolezza, possono diventare una preziosa fonte di ispirazione e trasmettere emozioni.

In natura i difetti da sempre sono una caratteristica degli esseri viventi, l’imperfezione diventa cifra di originalità, un segno distintivo da valorizzare e non da nascondere. Nelle fotografie della mostra tutto questo è tradotto in immagini che l’occhio attento del fotografo ha catturato lavorando sull’ imperfezione che è costruita, non lasciata al caso.

Questa è la particolarità della mostra e l’originalità del tema che è stato molto apprezzato dai visitatori che hanno lasciato un messaggio, una frase o un appunto sul quaderno delle firme che si trova all’entrata.

Tra i messaggi più significativi c’è quello di Cristel che dice: “in una società che ci richiede costantemente perfezione un neo fuori posto è davvero originale”, o Leo che scrive “la perfezione non è di questo mondo: belle immagini molto evocative”.

“Siamo soddisfatti – afferma Fattori – volevamo fare qualcosa fuori dalle consuetudini con un tema provocatorio e ci siamo riusciti, lo vediamo dai volti soddisfatti di chi visita la mostra e dai messaggi lasciati sul quaderno”.

Il Fotoclub Allucinati ha voluto dare lo spunto a una riflessione sociale, dare importanza anche a ciò che non è fatto bene ma che può racchiudere, nonostante tutto, la bellezza.

“È uno sforzo andare a ricercare qualcosa di imperfetto, c’è dietro tanto lavoro ma quello che volevamo trasmettere è il messaggio che le immagini danno a chi guarda e contribuire ad aprire una riflessione più profonda”, conclude Sangiorgi. La mostra è gratuita ed aperta durante tutto il periodo della Fiera di Casalguidi.

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