MONTEMURLO – L’arte liberata. Guerra, Resistenza e patrimonio artistico tra Uffizi e Villa del Barone” è l’incontro che chiude domani sera, martedì 16 settembre ore 21,15 nel parco di Villa Giamari (piazza Don Milani, 1) il cartellone di appuntamenti dedicati alla conoscenza del periodo della Liberazione dal nazi-fascismo di Montemurlo.
Sul palcoscenico ci sarà Alessia Cecconi, direttrice della Fondazione Cdse, che proporrà un racconto avvincente su come sono state salvate le opere d’arte di Firenze e Prato durante la Seconda guerra mondiale, quando gli Uffizi si svuotarono e i capolavori di Leonardo, Michelangelo e Botticelli furono nascosti nelle dimore di campagna della Toscana, dalla villa medicea di Poggio a Caiano al Castello di Poppi.
Storia meno nota è che anche la Villa del Barone di Montemurlo diventò uno dei rifugi per le opere delle chiese di Prato nel corso del 1943. La proprietà della grande magione era della famiglia Coppedé; Mino Ottavio Banti, figlio del pittore macchiaiolo Cristiano Banti e usufruttuario della villa, diventa la personalità ideale per fare da custode ai capolavori delle chiese pratesi. I primi giorni di febbraio del 1944, appena prima dei bombardamenti che avrebbero distrutto tali chiese, la villa del Barone accoglie le opere di San Bartolomeo, Sant’Agostino, Santa Maria del Giglio. Il 4 marzo 1944 la villa di Banti vede arrivare le tele di San Domenico, di San Sebastiano, della Misericordia, di Santa Margherita: le consegne, sotto il pericolo costante dei bombardamenti, dureranno per tutto aprile.
La serata è a ingresso libero e gratuito. In caso di maltempo l’incontro si svolgerà al Centro Giovani “David Sassoli”.



