PISTOIA – Lo scorso lunedì 8 settembre, data non casuale, è uscito in libreria per i tipi della Rider Comics, “Sciuscià e i suoi fratelli”.
Si tratta di un saggio scritto da Pier Luigi Gaspa, che ricostruisce ottant’anni di racconti a fumetti sulla Resistenza, dalle prime strisce apparse nel 1944 a Napoli appena liberata dai nazifascisti, fino alle opere contemporanee. Un lungo percorso di ricerca critico e iconografico che intreccia memoria, storia editoriale e fumetto.
Abbiamo incontrato l’autore all’edicola di Igor in via Filippo Pacini dove il libro è stato presentato per la prima volta a Pistoia. E’ stata anche l’occasione per rivolgergli alcune domande.

Pier Luigi, si trovano pochissime notizie su di te online, come mai rimani nascosto ai più?
Bella domanda per cominciare, quindi andiamo già sul pesante. No, semplicemente perché sono una persona riservata, non sono uno che si pubblicizza granché, non vado sui social, non faccio niente di che, in rete c’è quello che faccio, il che mi sembra la cosa più importante.
Vivi a Pistoia, ma le tue origini quali sono?
Sono sardo, nato a Sassari, un bel po’ di anni fa purtroppo, però sono a Pistoia da ben 35 anni, proprio in questo settembre, quindi in realtà ho vissuto più a Pistoia che in Sardegna, ormai sono più pistoiese che sardo.
Quest’ultimo tuo lavoro è legato ai tuoi lavori precedenti?
Sì, è un aggiornamento, una modifica rispetto a due volumi precedenti più tre o quattro mostre.
Diciamo che è il completamento a oggi di un percorso che è cominciato nel 1995 quando qui a Pistoia facemmo una mostra alle sale affrescate per i 50 anni della Resistenza, con Giovanni Barbi, che abitava nella stessa via dove abitavo io e Luciano Niccolai, collezionista di fumetti, e il cui papà era stato partigiano. Lui aveva collezionato una serie di cose, mi hanno chiamato per ordinarla, farla diventare un percorso strutturato, è lo è diventato: una mostra dalla quale poi è stato tratto nel 2009 il primo libro che era Per la Libertà, e dopo nel 2015 c’è stato un aggiornamento in occasione di un’altra mostra.
Le nostre strade poi si sono un po’ separate per tante ragioni, io ho continuato, questo è il risultato, Sciuscià e i suoi fratelli, aggiornato al 2025 con tutto quello che ho trovato negli anni.

Hai una passione particolare per la Resistenza?
Sì, tanto per la storia. Ritengo poi che i fumetti siano uno strumento estremamente buono, valido per poter raccontare certe cose perché è un mezzo immediato che coinvolge e quindi anche per raccontare la Resistenza, o meglio storie ambientate in quel periodo storico.
Questo libro infatti non è la storia della Resistenza, ma tratta di come i fumetti hanno affrontato il tema che è una cosa differente. Racconta quindi episodi, personaggi a volte inventati ma verosimili, a volte reali, sono personaggi della storia che sono stati riportati anche a fumetti.
A me interessa molto il fumetto, come forma di comunicazione, anche interagendo con altri media. Ho fatto cose tra fumetto e cinema, fumetto e storia, fumetto e scienza in particolare perché sono biologo, ho una formazione accademica per cui mi interessava molto.
Ad esempio come i fumetti riescono ad affrontare temi trasversali utilizzabili quindi anche come strumenti di apprendimento, di conoscenza che è una cosa che non si fa mai abbastanza. E’ importante soprattutto per i ragazzi far conoscere delle cose che magari non hanno voglia di studiare sui libri di storia, però col fumetto si avvicinano.
Uno dei primi racconti a fumetti riguardo alla Resistenza è stato pubblicato a Napoli nel 1944
Sono stati due, uno era Il piccolo patriota, l’altro era L’intrepido Boy. Devo ringraziare anche Sergio Lama, un collezionista appassionato che facendo delle ricerche per conto proprio mi ha mandato del materiale. Altro l’ho recuperato io, analizzando per esempio l’intera collezione de Il pioniere, cioè il settimanale che negli anni Cinquanta e fin nei primi anni Sessanta era il settimanale a fumetti del Partito Comunista che faceva da contraltare al Vittorioso che era un po’ invece quello dell’area cattolica.
Insieme a Pier Luigi era presente anche un suo collega e amico da sempre, Alberto Becattini. “Mi piace definirmi un ricercatore – dice – uno storico del fumetto, è una parolona, però è quello che sono. Il mio mestiere, ora che sono in pensione dopo aver fatto l’insegnante d’inglese per 37 anni, è quello di occuparmi, a titolo gratuito, di fumetti, libri, eccetera, eccetera. Mi piace ricercare e fare cose che non sono state fatte finora, insomma, dove non c’è letteratura”.

Gli chiediamo:
Un commento su questo libro?
Che dire, è un bel libro, non c’è niente da dire, poi mi sembra un’opera necessaria perché non dico che colmi una lacuna perché Pierluigi aveva fatto già dei lavori, però diciamo che questo è un libro completo, poi è stato bello appunto vedere l’articolazione di come appunto la Resistenza sia stata trasposta nel fumetto negli anni, ovviamente a livello narrativo e anche a livello grafico e devo dire sono rimasto veramente colpito.
Facciamo allora un’ultima domanda ai due:
Fra quelli che sono stati trovati, ci sono autori e/o disegnatori famosi?
Più di uno, Hugo Pratt, per esempio, la prima storia che ho rintracciato è degli anni 50 prodotta in Argentina e scritta da Héctor Oesterheld, uno dei più grandi autori del fumetto mondiale. Egli è l’autore dell’Eternauta, giusto per citare un nome, desaparecido nel 1977 proprio per la sua attività politica e non soltanto fumettistica. Sua anche la storia, illustrata da Pratt, di Ernie Pike, un corrispondente di guerra, ricalcato sulle orme di un vero corrispondente di guerra che si chiamava Pyle e lì appunto tra le tante storie c’è n’è una anche sulla resistenza. Pratt poi negli anni 80 realizza una storia molto matura in cui ci sono anche aspetti che normalmente non sono citati, cioè il rapporto tra le formazioni partigiane, soprattutto di sinistra, e gli alleati, e non erano tutte rose e fiori.
La copertina del libro è firmata dal fumettista Cristiano Soldatich, anch’egli presente alla presentazione del libro. Sciuscià e i suoi fratelli sarà disponibile sul sito web di Rider Comics e nelle migliori librerie. Il volume è destinato a lettori e lettrici interessati alla storia contemporanea, alla cultura del fumetto e all’educazione alla memoria, e si propone come strumento di consultazione e divulgazione per scuole, biblioteche e associazioni.
Il progetto è patrocinato da un’interessante rete di enti: Provincia di Lucca, Istituto Nazionale Ferruccio Parri ETS – Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, Ilsreco di Lodi, Issrec di Sondrio, Isrec di Lucca, Isrpt di Pistoia, ANPI Mantova, Fondazione Francis Bacon, Associazione Màcheri, Bliff di Firenze, Centro Fumetto Andrea Pazienza; con la partecipazione di Lucca Crea.









