SCANDICCI – A pochi chilometri da Firenze, un’area verde dove la vegetazione del bosco e degli oliveti dialoga a stretto contatto con l’arte contemporanea.
Ci troviamo nel Parco di Poggio Valicaia, nel territorio del comune di Scandicci, in una zona collinare facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale di Firenze Impruneta, svoltando verso Galluzzo e percorrendo la strada provinciale “Volterrana” in direzione di Cerbaia. In località Chiesanuova, una doppia deviazione sulla destra immette in una strada sterrata – ma dal fondo in buone condizioni – che sale verso la cima del poggio costeggiando oliveti e vigneti, fino ad arrivare, dopo circa un chilometro, ad un parcheggio situato proprio al limitare del bosco.
Qui si lascia l’auto e si può iniziare una piacevole passeggiata su un percorso ad anello che per larghi tratti è immerso nella vegetazione di un bosco collinare, in cui gli arbusti tipici della macchia mediterranea si alternano agli alberi ad alto fusto caratteristici del bosco di latifoglie.

È un ambiente naturale curato e ben conservato, un’oasi di pace e quiete a poca distanza dalla città – con il profilo di Firenze e della piana che si intravede in lontananza – ma capace di offrire al visitatore un esempio interessante di biodiversità del mondo vegetale, tra ginepri, corbezzoli, querce, cipressi, pini, olivi e molti altri alberi e cespugli della fascia temperata. Il Parco rappresenta anche un’oasi di tutela faunistica ed è popolato da molte specie animali: scoiattoli, cinghiali, tassi, lepri, istrici, volpi, ricci, donnole e rapaci notturni come civette, allocchi, barbagianni.
C’è la tranquillità del bosco, con i suoi suoni e i suoi odori, ma il Parco unisce all’aspetto contemplativo anche quello ricreativo, con un punto ristoro all’ingresso e un’area pic nic attrezzata con tavoli in legno e braceria per ottime grigliate in compagnia in mezzo al verde della radura.
E poi c’è l’elemento più importante: il Parco costituisce un piccolo “museo a cielo aperto” grazie alla presenza di alcune opere di arte ambientale, con sculture e installazioni che sono state “disseminate” in vari punti dell’area verde, a stretto contatto con la natura e quasi in dialogo diretto con i suoi alberi.

Come ricorda una targa vicino all’ingresso del Parco, la zona di Poggio Valicaia è stata donata al Comune di Scandicci a seguito del lascito testamentario di Cesare Marchi, imprenditore e proprietario fondiario scomparso nel 1979. La sua ex tenuta agricola è stata così riconvertita nel 1998 in un’area per escursioni e alcuni anni dopo, nel 2003, è stato inaugurato il nuovo Parco Museo grazie a installazioni ambientali di artisti contemporanei. Il progetto, sostenuto e promosso da Comune di Scandicci e Fondazione Carlo Marchi, ha lo scopo di utilizzare forme di arte e di architettura del paesaggio per valorizzarne il patrimonio, attribuendogli una dimensione culturale contemporanea.
Tra le opere presenti nel Parco si segnalano “Cavallo”, in cui la figura plastica e dinamica di un cavallo e un cavaliere stilizzato, in una posizione di perfetta simbiosi, richiama a uno dei temi cari a Marino Marini; “Umanità”, dove le sculture di un uomo e una donna, simboli archetipici del genere umano, sono seduti di fianco su un blocco di pietra; “Fontana arbitraria”, installazione in metallo a forma di stella dotata di un doppio imbuto per convogliare l’acqua piovana; “Territorio”, una sedia gigante che quasi si mimetizza nel bosco e che pare invitarci a sedere e riposare per ammirare la bellezza della natura.

Poggio Valicaia è un angolo ancora poco conosciuto sulle colline fiorentine, dove alcune sculture e installazioni di arte contemporanea incontrano il verde, e dove in circa un’ora di comoda passeggiata – il sentiero presenta lievi pendenze ed è accessibile a passeggini e visitatori a mobilità ridotta – si può provare il piacere di ristorarsi dallo stress quotidiano e dai ritmi frenetici della vicina area metropolitana.










