mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, vendita auto di lusso dalla Germania: maxi frode da 43milioni di euro

PRATO – Sotto il coordinamento dell’European Public Prosecutor’s Officie (EPPO) di Bologna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato hanno dato esecuzione a provvedimenti emessi dai Tribunali di Ferrara e Trani, volti a colpire un’associazione criminale dedita alla vendita di auto di lusso di origine tedesca.

Il profitto del reato ricostruito dalle Fiamme Gialle pratesi ammonta complessivamente a circa 43 milioni di euro.

Le attività investigative condotte dai Finanzieri del Gruppo di Prato hanno preso le mosse da un esposto presentato da un acquirente che lamentava difficoltà nel perfezionamento dell’immatricolazione di una vettura usata acquistata tramite un concessionario multimarca da un venditore tedesco.

Le preliminari evidenze raccolte hanno permesso di individuare l’esistenza di un contesto criminale di proporzioni ben più ampie, tali da interessare l’area di competenza della Procura Europea (Organismo Giudiziario comunitario, appositamente istituito nel 2017 per il contrasto alle frodi fiscali ed in materia di spesa pubblica di portata unionale).

Pertanto, sotto la direzione della citata Autorità Giudiziaria sono stati condotti pregnanti accertamenti di polizia giudiziaria, sfociati nell’esecuzione di intercettazioni telefoniche, indagini bancarie, perquisizioni presso agenzie di pratiche auto, ricostruzione dei flussi di vendita di oltre 1700 autovetture, nonché nell’instaurazione di iniziative di cooperazione internazionale con le autorità tedesche e lo sviluppo di indagini transfrontaliere.

Il quadro probatorio raccolto ha posto in evidenza l’esistenza di un sistema altamente organizzato di raccolta degli ordini di acquisto tramite concessionarie multimarca compiacenti, l’individuazione dei veicoli target presso grandi rivenditori di usato tedeschi e la definizione di pratiche di importazione tali da permettere l’immatricolazione in Italia dei veicoli senza il pagamento dell’IVA, ricorrendo all’interposizione di società di comodo estere, intestate a prestanome e flussi di falsa fatturazione.

Inoltre, al fine di rendere ulteriormente difficoltosa la riconducibilità dello schema evasivo alle concessionarie coinvolte, gli indagati hanno altresì posto in essere schemi di periodica cessazione e riapertura delle partite IVA impiegate per l’acquisto degli automezzi, senza tuttavia variare l’ubicazione degli showroom e l’insegna commerciale utilizzata, al fine di continuare a beneficiare della visibilità commerciale acquisita nel tempo.

Il risparmio fiscale indebitamente realizzato costituiva, quindi, la base per l’attuazione di strategie di pricing aggressivo, immettendo nel mercato autovetture di fascia alta e medio-alta a prezzi altamente concorrenziali.

Tali ultime attività sono state sviluppate con il supporto dei Reparti del Corpo competenti per le circoscrizioni di Ferrara, Bologna, Andria, Trani, Molfetta e Crotone, supportati da pattuglie del Gruppo Prato, inviate in loco per il coordinamento delle operazioni.

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