PISTOIA – Presentato al pubblico oggi pomeriggio nella Sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana l’ultimo numero (anno 2024) del Bullettino Storico Pistoiese, giunto alla sua 126ma pubblicazione.
Edito dalla Società Pistoiese di Storia Patria, il Bullettino è una rivista annuale specializzata sulla storia di Pistoia e del suo territorio, che nel corso dei decenni ha ospitato saggi e contributi di studiosi nei campi della storia politica e sociale, della storia dell’arte e dell’architettura, della storia economica, della storia religiosa e culturale.
Una preziosa risorsa rivolta non solo a studiosi di settore, ma anche ad appassionati e semplici curiosi per indagare il nostro passato in ambito locale sotto molteplici punti di vista, nonchè uno strumento assai utile per la pubblicazione dei risultati di nuovi studi e ricerche, di documenti d’archivio fino a oggi rimasti inediti, di notizie inerenti le attività e le iniziative culturali connesse alla storia pistoiese.

Alla presentazione in Sala Gatteschi sono intervenuti Luca Mannori, presidente della Società pistoiese di Storia patria, e Nicola Bottari Scarfantoni, direttore editoriale del Bullettino, che hanno illustrato ai presenti i contenuti del numero appena pubblicato, sottolineando come esso si inserisca all’interno di un periodo positivo per la Società, segnato da una costante presenza nella vita culturale cittadina tramite progetti, iniziative e convegni.
“Grazie alla nuova sede nei locali restaurati dell’ex chiesa di San Jacopo in Castellare – ha evidenziato Luca Mannori – la Società pistoiese di Storia patria ha ripreso la propria attività di ricerca e divulgazione con uno slancio rinnovato: per esempio tra ottobre e novembre abbiamo già in programma la presentazione al pubblico dei due volumi Architettura romanica a Pistoia e Le mura di Pistoia, risultato di un lungo e laborioso percorso di ricerca. Abbiamo poi in corso un ciclo di conferenze su Pietro Leopoldo, in linea con le celebrazioni volute dalla Regione Toscana, con una riflessione incentrata sulle riforme promosse da questo granduca che hanno coinvolto il territorio di Pistoia.
C’è inoltre in cantiere un nuovo progetto per la realizzazione di un atlante storico ragionato del territorio pistoiese, a partire dall’età etrusca: un’opera che necessita di tempi adeguati e di un lavoro preparatorio che inizieremo a svolgere grazie a una serie di seminari in programma nei prossimi mesi, il primo dei quali sarà condotto da Giovanni Millemaci e riguarderà proprio l’epoca più antica, dal periodo preromano a quello tardo repubblicano”.

Venendo al Bullettino 2024, il volume si apre con la lettera del presidente Luca Mannori rivolta ai soci per annunciare la definitiva risoluzione dell’annosa questione relativa alla sede della Società, rimasta a lungo tempo vacante dopo l’abbandono di Villa Baldi Papini in via dei Pappagalli: dallo scorso mese di maggio la società ha ricevuto in concessione per la nuova sede alcuni spazi all’interno del complesso di San Jacopo in Castellare con annessi biblioteca, uffici e salette per incontri.
Seguono ben sei saggi critici su vari aspetti della storia pistoiese. Il primo contributo, di Patrizio Turi, analizza una curiosa e particolare nota dorsale in volgare di un testamento pistoiese del XII secolo, ricostruendo il contesto nel quale tale documento viene redatto e rogato. Il secondo saggio, di Anna Agostini, rappresenta un interessante excursus tra le reliquie e i reliquiari custoditi presso la Cattedrale di Pistoia, integrato da inventari e documenti inediti che fanno luce su questo aspetto non certo secondario nella formazione dell’identità religiosa cittadina.
Ci spostiamo a Montale, presso l’abbazia di San Salvatore in Agna, con il terzo saggio di Luisa Benvenuti: la storia della badia di fondazione longobarda, per secoli importante centro religioso in posizione strategica lungo la diramazione della Cassia da Firenze verso Pistoia, è ricostruita e analizzata nel corso dell’età moderna a partire da documenti del Quattrocento fino ai restauri avvenuti nel secolo scorso.
Si passa poi alla biografia storica con il contributo di Mario Bruschi che ci fa riscoprire la vicenda personale e professionale del pistoiese Gherardo Fidelissimi, medico personale del grande artista e architetto Michelangelo Buonarroti, uno dei massimi esponenti del Rinascimento italiano. Di Gherardo è ancora oggi visibile la lastra tombale nella chiesa pistoiese di San Francesco: e proprio qui restiamo con il successivo saggio di Perla Cappellini che ripercorre la poco nota vicenda del restauro, quasi dimenticato, di alcuni affreschi staccati dalla loro collocazione originaria nelle lunette dell’antico chiostro conventuale.

L’ultimo saggio di Giulio Cretti intreccia politica e costume illustrando i cerimoniali del potere nella Pistoia di metà Settecento, soffermandosi in particolare sull’interessante e gustoso contenzioso che all’epoca venne ad opporre il gonfaloniere pistoiese e il vicario Vincenzo Martini “per un cuscino di damasco cremisi”.
Oltre ai saggi critici nel Bullettino trova spazio l’Archivum Pistoriense, dedicato alla pubblicazione dei documenti storici, che presenta in questo numero il contributo di Nicola Bottari Scarfantoni ed Elena Vannucchi su un autografo pistoiese di Giorgio Vasari e nuovi documenti sulla costruzione della cupola della Madonna dell’Umiltà di Pistoia.
Chiude il volume il ricordo, a firma di Giampaolo Francesconi, del socio Stefano Zamponi, scomparso lo scorso anno, a lungo collaboratore della Società e autore di contributi per il Bullettino.
Il nuovo numero del Bullettino è acquistabile da parte di tutti gli interessati al costo di 20 euro, comprendente quota annuale associativa alla Società, e può essere ritirato presso la sede della Società negli orari di apertura al pubblico.







