mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni 2025, Chiara Bartalini (M5S): “nella sanità eccellenze importanti, ma non dimentichiamo le code”

di Andrea Mori

PRATO – Anche Chiara Bartalini, capolista del Movimento 5 Stelle a Prato per le imminenti elezioni regionali, risponde alle nostre quattro domande. 

Bartalini, se viene eletta in Regione, su cosa vuole concentrare il suo impegno con maggiore determinazione per il territorio di Prato e quali risultati concreti spera di raggiungere?

Secondo me Prato ha necessità di una rivalutazione sia della sua immagine, sia delle politiche territoriali che devono essere messe veramente al centro di quelle toscane. Siamo il motore economico di questa regione, ma ce ne scordiamo noi per primi.

Ho visto che c’è un mare magno di cose da fare sia per rivalutare e far conoscere ancora di più l’immagine di Prato, sia per avere anche dei benefit sostanziali su quelle che sono anche le nostre altre attività. Penso ad esempio alla logistica che potremmo legare all’interporto, penso ad avere spazi dedicati in tutto il nostro manifatturiero.

Una cosa che ci tengo a dire è che col mio assessorato, per prima volta – secondo il rapporto IRPET –, il turismo è economia trainante nel nostro territorio: credo sia un dato importantissimo che testimonia che quando noi siamo capaci di raccontarci agli altri, allora siamo anche vincenti.

La Regione poi ha il potere di creare tutta una serie di bandi che possono facilitare il lavoro. Da non dimenticare che c’è bisogno di sburocratizzare, le stesse imprese lo chiedono. Come anche c’è bisogno di infrastrutture.

La sanità resta il tema più sentito dai cittadini. Cos’è secondo lei che oggi funziona male e quali azioni concrete proporrebbe per migliorare l’organizzazione territoriale?

Funziona male la sanità di prossimità, cioè il rapporto diretto tra cittadino e istituzione sanitaria. Code e liste d’attesa interminabili restano problemi gravi. La riduzione delle tre ASL ha inoltre spersonalizzato i direttori sanitari, trasformandoli più in manager che in punti di riferimento per i cittadini.

Servono case di comunità, anche perché ci sono risorse dedicate: dei 14 milioni del PNRR, sette sono destinati proprio a questo tipo di sanità di prossimità. Rischiano però di rimanere “scatole vuote” se la Regione non garantisce personale adeguato e una direzione efficace. Se ben organizzate, potrebbero diventare l’anello di congiunzione che alleggerisce i pronto soccorso e permette ai cittadini di ricevere subito le risposte diagnostiche di cui hanno bisogno.

Non tutto è negativo comunque, sia chiaro: la nostra Regione può vantare importanti eccellenze.

Prato deve affrontare diverse sfide legate alla sicurezza, dai reati sul territorio – sia contro la persona che economici – alla sicurezza sul lavoro e ai rischi ambientali come alluvioni e frane. Cosa farebbe per tutelare maggiormente l’incolumità e il patrimonio dei cittadini?

Allora io ho già fatto una proposta che è quella di estendere la legge sulla protezione testimoni anche a cittadini clandestini e non italiani: il procuratore Tescaroli, sulla questione, è stato molto chiaro. Questo è importante perché non abbiamo solo la mafia cinese, noi abbiamo ‘le mafie’, che creano sfruttamento lavorativo.

Lavorare in Regione Toscana per gli appalti e subappalti significa chiedere chiarezza nelle cosiddette “scatole cinesi” e avere un salario minimo riferito a questi lavoratori diventa fondamentale. Per la sicurezza sul lavoro, il tema è implementare e stabilizzare le presenze dei gruppi interforze, una prerogativa di Regione Toscana che ha già dato ottimi risultati. Vanno inoltre aumentati gli ispettori del lavoro, che oggi ci mettono tantissimo prima di dare risposte efficienti ed efficaci.

Per quanto riguarda la sicurezza personale, ci sono bandi regionali sulle telecamere, sull’incremento, ma finché rimaniamo con una pattuglia che gira per tutta la città (se non per tutta la provincia), noi non riusciamo a essere efficaci e puntuali, e l’incremento delle forze dell’ordine deve arrivare dallo Stato. In questo senso l’idea della ‘polizia regionale’ proposta dal presidente Giani potrebbe servire a tappare un buco che c’è. Io comunque ho proposto di aumentare e rendere permanenti i controlli interforze.

Sui rischi ambientali e il rischio idrogeologico, Regione Toscana è fondamentale. Abbiamo patito, a livello comunale, ritardi imponenti. Occorre una risposta molto più snella e immediata. Si muore sotto un mare di carta e non è possibile. Bisogna sburocratizzare e implementare le normative di sicurezza. È fondamentale costruire, ma facendolo bene, vietando di farlo nelle zone ad alto rischio idrogeologico, come indicato dal rapporto ISPRA. Dopo l’alluvione, poi, tante delle opere necessarie per la ricostruzione sono state fermate dai problemi della burocrazia. 

Fondamentale è curare di più la prevenzione. 

Come intende sostenere l’occupazione giovanile e non, migliorare le condizioni lavorative, promuovere eventi culturali e manifestazioni per valorizzare le risorse locali, e allo stesso tempo affrontare le criticità della viabilità e del trasporto pubblico per rendere Prato una città più viva e organizzata?

Per quanto riguarda l’occupazione, c’è un’incertezza lavorativa e un mercato in evoluzione per via dell’intelligenza artificiale, per cui tantissimi giovani laureati rischiano di diventare obsoleti. Oltre a un reddito regionale, propongo un sostegno che non è “stai sul divano”, bensì uno per cui tu ti possa specializzare nuovamente e ritrovare il tuo canale di introduzione nel mondo del lavoro.

Per rendere Prato più attrattiva e vivibile, è necessario potenziare i trasporti, sia su ferro – soprattutto verso la vallata – sia su gomma. Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) è stato penalizzato dalla gara europea, ma la Regione Toscana può e deve rivedere gli accordi, rimodulare i servizi e garantire quelli essenziali, in particolare per i comuni più piccoli.

Propongo poi una “carta speciale del turista” finanziata dalla Regione, una sorta di abbonamento che colleghi un percorso che includa il turismo industriale, di cui Prato è faro, e che permetta di visitare siti che sono fuori dai circuiti classici. Dobbiamo puntare ad un turismo di fascia alta, che quindi conta tutto l’anno e non solo in determinati periodi.

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