mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni 2025. Marco Chiti (Toscana Rossa): “il nostro impegno su lavoro, giustizia sociale e cura del territorio”

di Andrea Mori

PRATO – Queste le risposte di Marco Chiti (capolista di Toscana Rossa a Prato per le elezioni del Consiglio regionale della Toscana).

Marco Chiti

Chiti, se eletti in Regione, su cosa intendete concentrare con maggiore determinazione il vostro impegno per il territorio di Prato e quali risultati concreti sperate di raggiungere?

Vogliamo concentrare il nostro impegno sul lavoro, sulla giustizia sociale e sulla cura del territorio.

Prato è una città che ha costruito la propria identità sulla fatica operaia e sull’ingegno, ma oggi paga anni di precarizzazione, sfruttamento e assenza di una politica industriale pubblica.

Il distretto tessile – cuore pulsante della nostra economia – deve diventare il simbolo di una transizione giusta: produzione sostenibile, pieno rispetto dei diritti e tutela dell’ambiente.

Chiediamo una Regione che torni a garantire controlli seri contro il lavoro nero e gli appalti illegali, e che investa in ricerca, innovazione e formazione professionale.

Vogliamo anche rigenerare le aree industriali dismesse – dal Macrolotto 0 a Bagnolo – trasformandole in spazi di cultura, socialità e cooperazione.

Il nostro obiettivo è una Prato che lavori, che viva e che torni a essere comunità, non solo distretto.

La sanità resta il tema più sentito dai cittadini. Cos’è secondo voi che oggi funziona male e quali azioni concrete proporreste per migliorare l’organizzazione territoriale?

La sanità pratese è al collasso: il pronto soccorso del Santo Stefano è sovraccarico, i medici di base sono sempre meno, e per una visita specialistica si attendono mesi.

Ciò che non funziona è l’impostazione aziendalistica: la salute è diventata una voce di bilancio, non un diritto.

Vogliamo rafforzare il presidio ospedaliero, investendo nel personale e aprendo un vero pronto soccorso pediatrico.

Chiediamo l’apertura di nuove Case della Salute a San Giusto, Mezzana e nel Macrolotto, per ridurre la pressione sull’ospedale e garantire assistenza di prossimità.

E poi serve reinvestire nella sanità pubblica territoriale, anche con servizi di prevenzione e salute mentale, oggi drammaticamente carenti.

La salute non si privatizza: si difende e si allarga.

Prato deve affrontare diverse sfide legate alla sicurezza, dai reati sul territorio – sia contro la persona che economici – alla sicurezza sul lavoro e ai rischi ambientali come alluvioni e frane. Cosa fareste per tutelare maggiormente l’incolumità e il patrimonio dei cittadini?

Per noi sicurezza significa prima di tutto sicurezza sul lavoro, ambientale e sociale.

A Prato non si può parlare di sicurezza se si continua a morire nei capannoni, se le aziende che rispettano le regole vengono penalizzate rispetto a chi sfrutta, o se ogni piena del Bisenzio rischia di trasformarsi in un disastro.

Chiediamo più ispettori del lavoro, più controlli nei distretti industriali e la sospensione immediata delle imprese che non rispettano le norme di sicurezza.

Serve poi un piano di manutenzione costante del Bisenzio e dei torrenti minori, da Ombrone a Calice, e un monitoraggio serio del territorio collinare per prevenire frane e allagamenti.

Infine, vogliamo quartieri più vivibili e curati – da Narnali a Galcetello, da San Paolo a Chiesanuova – perché una città sicura è una città che si prende cura di sé stessa.

Come intendete sostenere l’occupazione giovanile e non, migliorare le condizioni lavorative, promuovere eventi culturali e manifestazioni per valorizzare le risorse locali, e allo stesso tempo affrontare le criticità della viabilità e del trasporto pubblico per rendere Prato una città più viva e organizzata?

Vogliamo che i giovani di Prato abbiano un futuro qui, non siano costretti a cercarlo altrove.

Per questo proponiamo un piano per l’occupazione giovanile che favorisca il lavoro stabile e la formazione legata ai settori chiave del territorio: tessile innovativo, economia circolare, artigianato e cultura.

Serve un grande investimento regionale sulla cultura popolare, con sostegno ai circoli, ai teatri, ai festival e agli spazi sociali che fanno vivere la città, da Officina Giovani al Santomato Live.

Sul fronte della mobilità, chiediamo più corse ferroviarie tra Prato, Firenze e la Piana, il potenziamento del trasporto urbano e l’estensione delle piste ciclabili fino a Campi e Vaiano.

Prato ha tutto per essere una città viva, accogliente e solidale: serve solo una politica che scelga le persone prima dei profitti.

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