di Andrea Mori
PRATO – Claudiu Stanasel, capolista della Lega a Prato, è in corsa per il Consiglio regionale della Toscana. Ecco le sue risposte alle quattro domande che abbiamo anche posto agli altri principali candidati.

Stanasel, se eletto in Regione, su cosa vuole concentrare il suo impegno con maggiore determinazione per il territorio di Prato e quali risultati concreti spera di raggiungere?
Credo che Prato possa e debba tornare al centro delle politiche della Regione Toscana. Il tema sicurezza, com’è noto, ci sta molto a cuore. Per questo abbiamo lanciato una proposta specifica per la nostra città: creare un osservatorio regionale sulla sicurezza. Uno strumento questo che deve servire a collegare ancora di più tutti i livelli istituzionali – Governo, Regione e Provincia – per consentire al Comune di Prato di avere una maggior collaborazione interistituzionale e rendere così la nostra città un modello di sicurezza integrata e diffusa. In concreto, questo osservatorio avrebbe un centro di raccolta, analisi ed elaborazione dei dati in modo da poter affrontare specifici problemi del nostro territorio. La sua sede, proprio perché vogliamo dare un segnale importante, vorremmo che fosse all’interno di Chinatown. Poi ci sono il turismo e i giovani. Rispetto al primo abbiamo la possibilità di sperimentare a Prato nuove forme di turismo come quello legato agli e-sport, ovvero un mercato milionario a livello mondiale e che, ad oggi, trova pochi spazi nel nostro Paese. Quello dei giovani è un tema a cui tengo particolarmente. Con la Lega Giovani di Prato e la candidata Viola Stefanacci, abbiamo lanciato la proposta della “Fabbrica Creativa Giovani Prato”. Vogliamo partire dal progetto fallimentare di Officina Giovani, coglierne gli errori e migliorarlo, per poi offrire un luogo dove i ragazzi che vogliono aprire attività possano avere esperti a loro disposizione per imparare – non solo come si apre un’attività imprenditoriale –, ma anche come la si porta avanti. Questa “fabbrica” vorremmo che fosse anche un luogo per tenere eventi e iniziative a titolo gratuito, ma anche banalmente per essere un punto di ritrovo.
La sanità resta il tema più sentito dai cittadini. Cos’è secondo lei che oggi funziona male e quali azioni concrete proporrebbe per migliorare l’organizzazione territoriale?
Io credo che ci sia un sistema obsoleto, mi riferisco al sistema delle ASL, a tutto l’impianto che oggi vede in Toscana un sistema farraginoso in cui ci sono troppi manager e troppo pochi infermieri e dottori. Nonostante la qualità eccellente del nostro personale sanitario, i numeri sono sempre meno e questo mette in difficoltà l’intera organizzazione, portando a liste d’attesa interminabili e a un servizio peggiore. Cosa fare, quindi? Anzitutto bisognerebbe ricostituire l’attuale modello centralizzandolo maggiormente. Poi va snellita la parte burocratica, diminuito il numero di dirigenti e aumentato quello del personale sanitario. Inoltre, credo che anche la sanità privata vada sostenuta. Qualora vengano superati i tempi massimi stabiliti dalla legge per le liste d’attesa, la Regione Toscana potrebbe intervenire pagando direttamente il servizio alla realtà privata per garantire al cittadino di poterne usufruire quanto prima. Si tratterebbe semplicemente di una compensazione al sistema pubblico che ha dei problemi e limiti.
Prato deve affrontare diverse sfide legate alla sicurezza, dai reati sul territorio – sia contro la persona che economici – alla sicurezza sul lavoro e ai rischi ambientali come alluvioni e frane. Cosa farebbe per tutelare maggiormente l’incolumità e il patrimonio dei cittadini?
Per quanto riguarda la sicurezza urbana, vogliamo batterci affinché qualsiasi reato accertato all’ultimo grado di giudizio, commesso da un cittadino straniero in Italia, porti all’immediata espulsione. Si tratta di un segnale di rispetto verso i milioni di cittadini stranieri ben integrati che rispettano la legge. I CPR? I Centri di Permanenza per il rimpatrio non devono essere mega-strutture, ma centri più piccoli, numerosi ed efficienti, facilmente gestibili e con tempistiche rapide, in modo da agevolare il lavoro di rimpatrio. Le condizioni attuali di alcuni CPR non sono accettabili e vanno riqualificati. La nostra proposta di un osservatorio regionale sulla sicurezza, di cui ho parlato prima, va proprio nella direzione di creare un ponte interistituzionale tra tutte le forze dell’ordine. A tutela del territorio e contro il rischio idrogeologico, invece, farei quello che non ha fatto il presidente Giani: attuare il piano di opere anti-alluvione già approvato dalla Regione. Prima del 2 novembre (data dell’alluvione del 2023 ndr.), la Regione Toscana aveva effettuato solo il 33% delle opere previste dal piano, nonostante oltre il 90% fosse già finanziato. Bisogna quindi prendere in mano quel piano e agire.
Come intende sostenere l’occupazione giovanile e non, migliorare le condizioni lavorative, promuovere eventi culturali e manifestazioni per valorizzare le risorse locali, e allo stesso tempo affrontare le criticità della viabilità e del trasporto pubblico per rendere Prato una città più viva e organizzata?
Per sostenere l’occupazione giovanile bisogna creare dei percorsi ad hoc per gli under 35. Sempre più ragazzi hanno difficoltà a causa del sistema farraginoso dei bandi, dei finanziamenti e del credito regionale per aprire start-up o imprese. Vorrei rivedere completamente l’attuale sistema, garantendo bandi più accessibili e finanziamenti più precisi e rapidi. Sarebbe interessante cercare una specificità identitaria per ogni provincia e puntare su quel settore legato ai giovani. Ad esempio, investire sui giovani che vogliono riaprire o avviare botteghe artigianali e storiche, agendo come modello importante a livello nazionale per chi non ha garanzie. Dobbiamo fare anche più uso dei fondi europei dedicati alle Regioni. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità assoluta. Nel nostro programma prevediamo un Piano straordinario regionale con più controlli, formazione obbligatoria, incentivi alle imprese virtuose e trasparenza dei dati. Vogliamo azzerare le tragedie sul lavoro, premiando chi investe in prevenzione e innovazione. Per la cultura, la Toscana deve tornare a essere una terra viva: servono piani strategici provinciali costruiti con enti locali e associazioni, un pass cultura under 25, sostegno all’arte contemporanea, alle rievocazioni storiche e alle produzioni cinematografiche. Cultura, insomma, come motore economico e identitario. Infine, su viabilità e trasporto pubblico serve un netto cambio di passo. Quindi più investimenti su ferrovie, mobilità sostenibile, collegamenti tra aree interne e città e una gestione efficiente del trasporto regionale.









