PISTOIA – Il concerto di sabato 11 ottobre al Circolo Arci Ho Chi Minh di Pistoia ha offerto un quadro interessante di due approcci diversi all’indie rock italiano contemporaneo: da un lato la freschezza locale a tinte 90’s degli acanto, dall’altro la solidità narrativa che strizza l’occhio al Pop della band romana Giovedì.
I Giovedì aprono questa serata in musica portando sul palco un repertorio che testimonia la loro crescita artistica costante. Trovano spazio nella set list sia i recenti singoli Tutta questa pioggia, Supermacchina e Ci pensi mai che brani dei precedenti EP Bene Veramente e Troppe.

L’esibizione trascina fin da subito il pubblico presente portandoli all’interno della loro scrittura che lavora sulla stratificazione emotiva con testi che interrogano, arrangiamenti che alternano densità e leggerezza ed un uso della voce che diventa veicolo narrativo prima ancora che musicale.
La band romana sembra con gli ultimi singoli pubblicati sembra aver trovato una cifra stilistica più definita, capace di coniugare immediatezza pop e profondità rock ed al pubblico questo piace e non poco.

Gli acanto guidano la seconda parte della serata e mostrano una immediatezza sonora ed una scrittura che guarda con decisione agli anni ’90, ma senza cadere nella semplice citazione.
La scaletta vede la band pistoiese districarsi tra i brani dell’EP 14” pubblicato nel 2024 e inediti non ancora presenti sulle piattaforme digitali. Nell’esecuzione troviamo una ricerca di equilibrio tra melodia e impatto sonoro, con arrangiamenti che privilegiano la compattezza e un uso delle chitarre che alterna momenti abrasivi a passaggi più lirici.

Acquedolci, il loro singolo più recente, ha segnato un passo avanti nella ricerca di una identità sonora, un brano maturo che prende piano piano forma in un divenendo per il loro futuro percorso. Il set proposto unito alla scelta del visual, molto curato, proiettato come sfondo all’esibizione, o per meglio dire sul soffitto, mostra il grande valore messo in campo dalla band, che è pronta per portare la loro musica sui palchi oltre i confini della scena locale.
La serata organizzata dal Circolo Arci Ho Chi Minh ha dunque messo in luce due traiettorie complementari: da un lato la spinta energica acanto, dall’altro la consapevolezza crescente dei Giovedì.

Entrambe le band hanno confermato come la scena indipendente italiana non sia un fenomeno marginale, ma un laboratorio vivo, in cui le differenze di approccio diventano ricchezza e stimolo reciproco.









