di Elena Minuti
PISTOIA – Che le Ville Sbertoli non versassero in ottime condizioni è ormai risaputo, eppure, forse, la gravità della situazione si sta accentuando più di quanto si potesse temere. È stato infatti rilevato un nuovo crollo, nello specifico in Villa Serena, uno degli edifici all’interno dell’immenso complesso Sbertoli.
Il tetto, danneggiato da anni (come già segnalato in un precedente articolo del giugno 2022 https://www.reportpistoia.com/ville-sbertoli-la-soprintendenza-si-attiva-per-segnalare-il-grave-stato-degli-edifici), e l’umidità accumulata nel tempo, hanno infatti causato il cedimento di un solaio nel corridoio al primo piano, minacciando di distruggere anche gli affreschi delle stanze adiacenti.
La villa infatti, edificata nel 1896, era originariamente una dimora signorile di lusso, che ospitava signore dell’alta borghesia e nobiltà. I suoi corridoi erano adornati di gessi decorativi con motivi floreali, e le sue stanze decorate con pitture ed affreschi, con caratteristiche differenti l’una dall’altra.
Durante gli ultimi anni di attività del complesso Sbertoli, invece, la villa era stata sede dell’università di infermieristica. Le Ville Sbertoli avevano infatti vissuto un importante passaggio di proprietà, nel 1950, che le vide passare dalla proprietà privata a quella della regione, divenendo ufficialmente ospedale neuropsichiatrico provinciale, e non più manicomio privato. Il solaio di Villa Serena, inoltre, a pochi centimetri dal punto di rottura, due grandi cisterne in amianto, cariche d’acqua.
A marzo scorso, una petizione cittadina indetta dall’associazione “I cerchi parlanti” e l’ex infermiere Francesco Branchetti, era stata depositata in comune con il preciso intento di chiedere chiarezza circa alcune dinamiche burocratiche ed amministrative. Sono infatti troppe dinamiche non messe in chiaro, a partire del mancato rispetto dei vincoli di tutela imposti dalla Soprintendenza dei Beni Culturali (Firenze), vincolo che, tra gli altri, riguarda proprio anche Villa Serena.
La petizione, depositata completa delle firma necessarie da parte dei cittadini, non ha mai ricevuto risposta. I danni del tempo e dell’incuria si fanno però sempre più gravi, e così, nascosti tra la vegetazione di Collegigliato, le Ville si avvicinano ogni giorno di più alla fine dei loro giorni. E la cittadinanza si vede portare via uno dei più grandi patrimoni storici della città.







