di Giacomo Martini
ROMA – Giornata straordinaria oggi all’Auditorium Parco della Musica, la Festa del Cinema di Roma assegnerà il Premio alla Carriera a Jafar Panahi, uno dei più grandi registi della storia del cinema iraniano e uno dei maggiori autori contemporanei.
Panahi, premiato in tutti i più importanti festival internazionali, riceverà il riconoscimento in occasione della proiezione del suo nuovo film, It Was Just An Accident, vincitore della Palma d’oro a Cannes 2025.

Per la prima volta dopo quindici anni, Panahi non mette più in scena se stesso ma offre l’ennesima testimonianza di un’idea di cinema straordinariamente vitale, capace di coniugare impegno civile, sperimentazione formale e una libertà d’invenzione probabilmente senza pari.
Il Premio alla Carriera sarà consegnato dal premio Oscar Giuseppe Tornatore.
Jafar Panahi (11 luglio 1960) è un regista, attore e sceneggiatore iraniano. Viene di solito identificato come un esponente della Nouvelle Vague iraniana sorta a partire dagli anni Settanta. Ha realizzato diversi cortometraggi e ha lavorato come assistente alla regia per il collega cineasta, anche lui iraniano, Abbas Kiarostami.
Panahi ha ottenuto il riconoscimento internazionale con il suo primo lungometraggio, Il palloncino bianco del 1995. In quell’anno il film ha vinto la Caméra d’or al Festival di Cannes, il primo premio importante vinto da un film iraniano a Cannes.
Panahi si affermò presto come uno dei più influenti cineasti iraniani. Anche se i suoi film sono spesso banditi nel suo Paese, ha continuato a ricevere riconoscimenti internazionali, vincendo numerosi premi, tra i quali, nel 1997, il Pardo d’oro al Festival di Locarno per Lo specchio, nel 2000, il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per Il cerchio, e, nel 2006, l’Orso d’argento per la migliore regia al Festival di Berlino per Offside, nel 2015, l’Orso d’oro per Taxi Teheran e, nel 2025, la Palma d’oro al Festival di Cannes per Un semplice incidente.
I suoi film sono noti per la loro prospettiva sociale e umana del suo Paese, spesso concentrandosi sui disagi dei bambini, dei poveri e delle donne. Il professore di letteratura iraniana, Hamid Dabashi ha scritto, “Panahi non fa come gli viene detto, infatti egli ha avuto successo proprio per non fare come gli viene detto.”










