di Ilaria Lumini
PISTOIA – Per il crollo del solaio a Giaccherino, durante una festa di matrimonio il 13 gennaio 2024, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, per disastro colposo, per i tre indagati (proprietari dell’immobile Giaccherino).

Sulla base degli elementi emersi durante l’incidente probatorio, la Procura di Pistoia ha chiuso le indagini a settembre scorso e adesso è arrivata la richiesta del rinvio a giudizio.
Quello che è emerso al termine dell’incidente probatorio, è stato appunto il difetto occulto della volta, costruita nel 1500 (il solaio è stato costruito nel 1800). E’ per questo che la Procura ha riformulato il capo di imputazione da doloso (ovvero che mira a punire tutti coloro che commettono azioni che causano un disastro) a colposo (tutti quei casi in cui si verifica un evento disastroso).
In aula il perito ingegnere incaricato dalla Procura della perizia tecnica – aveva spiegato che la volta, su cui era stato poggiato il solaio poi crollato durante una festa di matrimonio, era stata costruita nel 1500 senza riempimento, ovvero senza materiale, e questo l’aveva resa fragile. Un difetto che i proprietari non potevano sapere dato che la destinazione d’uso dell’immbile non è stata cambiata.
L’ex convento di Giaccherino, di proprietà delle famiglie Tonti e Fabbrini dal 2004 e utilizzato da anni per cerimonie, è da un anno sotto sequestro dai carabinieri.
Il crollo del solaio aveva interessato prima la parte centrale della stanza, dove ballavano circa una sessantina di persone, e che in pochi secondi si era allargato fino alle estremità della sala facendo precipitare giù per 4-5 metri circa una quarantina di invitati.







