FIRENZE – Firenze ha accolto Marco Mengoni con l’entusiasmo delle grandi occasioni.
Il Nelson Mandela Forum, gremito in ogni ordine di posto già da settimane, si è trasformato in un’arena di emozioni collettive per la prima delle tre date sold-out del tour Live in Europe 2025.
Un concerto che prende le sembianze di un vero e proprio spettacolo. Un viaggio narrativo dentro la voce e la storia di un artista capace di reinventarsi a ogni tappa.
L’apertura è stata un colpo al cuore del numerosissimo pubblico presente, in fremente attesa già da ore fuori e dentro il Nelson Mandela Forum.

Con “Ti ho voluto bene veramente” e “Guerriero” hanno subito imposto un tono intimo e solenne, come se Mengoni avesse voluto stringere un patto con loro prima ancora di lasciarsi andare al ritmo. Da lì in poi, la scaletta ha preso la forma di un mosaico, alternando i brani che hanno segnato la sua carriera a incursioni sorprendenti.
Il cuore del concerto è stato un continuo oscillare tra leggerezza e profondità. Le pulsazioni pop di “No stress”, “Mandare tutto all’Aria” e “Pazza Musica” hanno trasformato il Mandela Forum in una discoteca corale danzante, con migliaia di voci a intrecciarsi in un unico coro.
Balli che vengono alternati poi, quasi a voler rallentare il tempo, da brani come “L’essenziale” e “Luce” hanno avvolto la platea in un silenzio carico di emozioni, nel quale Mengoni ha scelto di scavare nella sua parte più fragile e luminosa, che porta migliaia di mani a rompere questo filo sospeso con applausi e qualche copiosa lacrima.
Non meno importante è stato il lavoro scenico, un continuo mutare di forme visive che ha accompagnato l’esplorazione musicale. Cambi di abito calibrati con precisione, da moderne tuniche a corsetti rosso intenso, scenografie che si aprivano e si richiudevano come capitoli di un libro, proiezioni che trasformavano il palco in un organismo vivo. Ogni passaggio musicale trovava il suo riflesso visivo, in un dialogo costante tra suono e immagine che ha reso l’esperienza immersiva e totalizzante.

In questo viaggio sonoro c’è tempo per il dialogo con il suo pubblico, per renderlo ancora più parte di questo immenso spettacolo. Pubblico che ricambia con un momento inaspettato sul brano “Due Vite” alzando al cielo tubi luminosi e cellulari con le torce accese rendendo il Nelson Mandela Forum un cielo della notte pieno di stelle.
Nella set list trovano spazio anche omaggi, tra questi, quello ai Soundgarden con “Black Hole Sun” ha portato un’ombra rock inattesa che si è fusa con il brano “La valle dei Re”, mentre “Fuoco di paglia” di MACE ha acceso il palco di un’energia urbana e contemporanea, dimostrando la versatilità di un interprete che non teme contaminazioni.
Tra il mutare emozionale e di ritmo il concerto si avvia verso il finale, nel quale vede un continuo miscelare stili visivi e musicali da parte del performer, che tra ballerini, strumentisti d’orchestra e la passerella del palco che si alza sotto i suoi piedi, crea un vero e proprio impatto visivo tra un musical e una pellicola cinematografica.

Un finale tutto da ballare che si apre con l’ultimo omaggio della serata, “Starlight” dei Supermen Lovers, per completarsi con “Ma stasera” ed “Io ti aspetto” quasi un congedo sorridente, fatto in movimento, perché quella di ieri sera è stata anche una grande festa tutta da vivere tra Marco e il suo amatissimo pubblico.
Uscendo dal palazzetto, la sensazione era quella di aver assistito ad un racconto di musica ed immagini. Come un diario emotivo pieno di vecchie Polaroid e parole scritte di getto. Dove ogni pagina racconta un viaggio che ha attraversato dieci anni di carriera e che, a giudicare dall’energia percepita durante il concerto di questa sera, sembra pronto a scrivere di nuove, sui palchi di tutta Europa.










