PRATO – In PRIMA NAZIONALE, da martedì 4 a domenica 9 novembre al Teatro Metastasio debutta CIRCO PARADISO, il nuovo spettacolo di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, con Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata alla regia (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).
Prodotto dal Teatro Metastasio di Prato insieme al Teatro De Gli Incamminati, CIRCO PARADISO rinnova lo stile originalissimo che ha contraddistinto negli anni scorsi gli spettacoli della “trilogia degli ultimi” (Letizia va alla guerra, Fino alle stelle, I mezzalira) e mescola modernità e sapore antico in una poetica che rilancia le urgenze del cuore, tratte dalla tradizione orale passata.

Si tratta di una commedia musicale tragicomica con un’eco onirica, con protagonisti “The fireflies of the Circus” (Le lucciole del circo), come nel ’69 uno dei settimanali internazionali di spettacolo più famosi del secolo scorso, Variety, definisce i due trapezisti Cesare e Attilina “… due stelle cadenti che si librano nell’aria e lasciano la scia, sfidando il buio della gravità ed illuminando gli occhi di chi li guarda con doppio e triplo salto mortale…senza rete sotto”.
La storia racconta come i due ex trapezisti ormai in pensione, un tempo compagni di vita e di palcoscenico, vengano chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere l’ambito premio di tutti i circensi: il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre.
Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback, le due “lucciole del circo” si raccontano al pubblico, accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini, allo sbocciare del loro amore fanciullesco, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta, che – “coup de theatre” – coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa rivelerà davvero questo premio?
In pista non vedremo avvicendarsi soltanto i due protagonisti, ma tanti altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau (Dimitri, il lanciatore di coltelli, Fortuna la veggente, Betta la domatrice di leoni, Mariuccio bello bello, il clown).
Una commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte, quella circense che, oggi più che mai, ci appare come un “tramonto straordinario” per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra, il palco e la quotidianità, fra la realtà e la fantasia. Un inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che, proprio come i teatranti, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico.
“In un momento storico come quello che stiamo vivendo – si legge nelle note di regia –, caratterizzato da una tecnologizzazione massiva, anche della creatività, la nostra personalissima risposta è che, oggi più che mai, si avverta la necessità di salvaguardare almeno una forma di intelligenza imprescindibilmente umana e della quale vorremmo continuare a poter disporre, ovvero “l’intelligenza sentimentale” che, nel nostro lavoro, si sposa con una creazione artigianale, sorretta dai saperi antichi d’artista, in ogni dettaglio”.
Biglietti da 12 a 28 euro.










