mercoledì, Settembre 9, 2026

L’arte di Tetsuo Hara, “padre” di Ken il Guerriero, in mostra al Lucca Comics

dal nostro inviato Leonardo Agostini

LUCCA – La mostra Tetsuo Hara: Come un fulmine dal cielo, dedicata al celebre mangaka giapponese autore di Hokuto no Ken (1983-1988), meglio noto in Italia come Ken il Guerriero, rappresenta senz’altro una delle proposte più interessanti dell’ultima edizione dei Lucca Comics & Games, nonché la prima grande esposizione fuori dal Giappone dell’arte di Tetsuo Hara.

Esposta sino al 2 novembre presso la chiesa della Santissima Annunziata di Lucca, la rassegna curata da Alessandro Apreda mette in mostra oltre cento opere originali tra dipinti e tavole manga, offrendo una prospettiva originale e sfaccettata sulla produzione del sensei giapponese.

Alcune immagini della mostra dedicata a Tetsuo Hara a Lucca (fotografie di Leonardo Agostini)

Oltre a ripercorrere in senso diacronico la vicende di Tetsuo Hara e del suo eroe-guerriero Kenshiro, l’allestimento contribuisce infatti a complicarne e non poco la ricezione, proponendo un confronto senz’altro azzardato, ma non per questo meno stimolante, tra l’opera del mangaka e quella di Baccio Bandinelli.

Il raffronto, più evocativo che puntuale, tra Il Salvatore dell’Arena (2025), dipinto a olio col quale Tetsuo Hara omaggia l’arte del maestro fiorentino interferendo con l’iconografia del suo Laooconte, e tre disegni del Cinquecento realizzati da Bandinelli e della sua scuola, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi, tradisce forse l’ansia di riconciliare la produzione del fumetto con la storia dell’arte strettamente intesa, ricercando improbabili rapporti di filiazione che talvolta finiscono per ottenebrare e insieme svilire le specificità del fumetto stesso (ma non è questo il caso).

Nei pannelli che accompagnano il percorso espositivo si fa peraltro confusione, sembra, tra il Laooconte dei Musei Vaticani, originale della scuola rodia del I secolo d.C. al quale senz’altro Tetsuo Hara si ispira, e la copia cinquecentesca realizzata dal Bandinelli: non si spiegherebbe altrimenti l’accostamento ai disegni dell’artista fiorentino.

Al netto delle incongruenze e del confronto ardito proposto dal curatore, la rassegna esplora in modo sobrio ed efficace le diverse fasi della produzione del mangaka giapponese, svelando i segreti tecnici di uno dei disegnatori più influenti della sua generazione.

Al suo fumetto iperviolento si sono ispirati, tra gli altri, il Kentaro Miura di Berserk e l’Hiroiko Araki de Le bizzarre avventure di JoJo, ma la sua lezione ha contagiato anche il mondo dei videogiochi influenzando le atmosfere del genere picchiatutto e di molti altri prodotti degli anni Ottanta e Novanta.

Un’ulteriore riprova della forza espressiva e simbolica del fumetto, che soltanto grazie a esempi come quelli di Tetsuo Hara ha potuto trarre la sua autorevolezza per imporsi come arte tra le arti.

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