di Antonella Cotti*

PISTOIA – E’ necessario e utile cambiare il punto di vista.
Il caso Pelicot ci ha insegnato che negli abusi sessuali ai danni delle donne “la vergogna deve cambiare lato”.
Analogamente pensiamo che per il tema della violenza di ogni tipo occorra il ripristino della verità: la violenza contro le donne non è un problema delle donne. La violenza contro le donne è un problema degli uomini e noi ne siamo le vittime!
Nonostante essere scese in piazza, aver fatto rumore, aver discusso in ogni sede istituzionale, privata, associazioni, avanzato proposte, lottato per i finanziamenti, per un reale superamento dello sfruttamento economico, per l’educazione sessuale e affettiva fin dall’infanzia questo governo più a destra della storia repubblicana, e per la prima volta con un premier “donna”, nulla ha cambiato.
Il numero delle donne uccise perché “donne” è invariato se non aumentato, il livello di povertà delle donne è cresciuto. il carico del lavoro di cura è rimasto tutto sulle nostre spalle , la marginalizzazione delle donne è rappresentata dai dati che accertano gap femminili nelle retribuzioni salariali , nella rappresentanza politica, nei ruoli apicali dove vengono prese le decisioni
Il patriarcato è vivo e lotta contro di noi.
Il recente rapporto di Action Aid ci dice che un uomo su tre considera la violenza economica accettabile, per 1 su quattro la violenza verbale e psicologica sono ampiamente motivate, un maschio adulto su 10 ritiene giustificabile la violenza fisica. Nessuna generazione si salva, da quella over 60 (che nega la violenza di genere e non sa vederne le forme) alla generazione Z; il 55% dei millenials ritiene legittimo il controllo del partner!
Sempre secondo Action Aid, c’ è -una inadeguata prevenzione primaria della violenza nelle scelte politiche italiane. Per questo l’organizzazione chiede «al governo e al parlamento che almeno il 40 per cento delle risorse annuali del piano antiviolenza sia vincolato alla prevenzione primaria».
Per favore qualcuno spieghi al ministro Valditara cosa è la prevenzione primaria e da dove si parte per attuarla!
Una nota di speranza è l’approvazione in Commissione Giustizia (un grazie a Elly Schlein e a Michela De Biase) di un emendamento alla proposta di legge a firma Boldrini rivolta a rafforzare la tutela delle donne e a riformare la fattispecie del reato di violenza sessuale. Il principio alla base è chiaro: il sesso senza consenso è stupro: «chiunque compie o fa compiere atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima può essere punito con la reclusione da sei a dodici anni». Il testo è stato approvato alla camera il 17 novembre
Il nostro 25 novembre quest’anno è rivolto agli uomini. Purtroppo non bastano le convinzioni sincere e il dolore autentico di singoli uomini. Occorre una dimensione collettiva per generare un vero cambiamento. Intrappolati anche loro nelle logiche del sistema patriarcale, gli uomini devono rendersi conto dei privilegi accordati al loro genere e quindi adoperarsi per modificare quel sistema di potere maschile che discrimina, alimenta disuguaglianze , genera violenza.
Anche quest’anno,nei vari mercati della provincia, saremo presenti tra le persone per distribuire gratuitamente ai giovani ed agli adulti un “glossario della violenza” corredato di una penna .
E poi tante iniziative per consentire la crescita della consapevolezza e del confronto.
Il 26 novembre dalle 17 alle 19 in collaborazione con il circolo Pd U.Schiano Hitachi saremo al tavolo con altri/e per parlare di violenza ed inaugurare la -Panchina Rossa – Circolo arci di via Ciliegiole
Il 28 novembre alle ore 21 in collaborazione con Arci le Fornaci presenteremo il film “Despite the scars”, al Circolo Arci le Fornaci.
E’ certo che il nostro impegno sulle tematiche femminili e femministe continuerà oltre il 25 novembre.
*Portavoce provinciale delle Donne Democratiche









