di Ilaria Lumini
PISTOIA – Continuano ad aumentare i reati di violenza di genere (i reati Codice Rosso) sul territorio pistoiese.
Sulla base del periodo collegato all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, quindi dal primo luglio 2024 al 30 giugno 2025, la provincia di Pistoia ha visto un incremento significativo rispetto agli anni precedenti: 864 procedimenti (824 quelli dell’anno scorso) arrivati sul tavolo della Procura di Pistoia per violenza di genere, 350 le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari (155 quelle dell’anno scorso).

“I dati non sono positivi – commenta il Procuratore capo della Procura di Pistoia Tommaso Coletta – continuano infatti ad aumentare i procedimenti scritti per i reati di violenza. Dal periodo del Covid in poi c’è stato un aumento dei casi di violenza di genere. Il dato più significativo per capire quanto incida il reato sulla vita delle persone sono le misure cautelari emesse dal Gip”.
Assistiamo quindi a un aumento delle misure cautelari in un anno rispetto alle 155 dell’anno scorso: allontanamento dell’aggressore dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e l’uso di dispositivi di controllo elettronico fino alla custodia cautelare in carcere.
E proprio per far fronte al fenomeno la Procura di Pistoia ha ampliato il gruppo specialistico che si interessa delle fascie deboli che è passato da due a cinque magistrati. “Questo per cercare di essere più tempestivi nella valutazione della notizia di reato e della successiva decisione cautelare” spiega il Procuratore.
Aumentano anche le violenze sessuali che hanno origine nei luoghi di aggregazione della movida serale (soprattutto nelle zone di Pistoia e Montecatini).
“Questi casi sono in crescita nonostante ci siano state sentenze con i protagonisti condannati a severe condanne – continua ancora Coletta – Quindi non è con solo lo strumento della giustizia che si tampona il fenomeno ma occorrono mirati interventi”.
Il Codice Rosso (Legge 69 del 19 luglio 2019) ha l’obiettivo di fornire una risposta tempestiva e adeguata ai casi di violenza domestica e di genere.
Si tratta di uno strumento legislativo che prevede una serie di misure per garantire che le denunce di maltrattamenti siano trattate con la massima urgenza e che le vittime ricevano protezione immediata.
Quando la vittima denuncia episodi di violenza, la polizia giudiziaria è obbligata a riferire immediatamente il fatto al pubblico ministero, che entro tre giorni deve ascoltare la vittima e il giudice può disporre misure cautelari.







