mercoledì, Settembre 9, 2026

Poggibonsi, la residenza artistica di Dendi sui significati della “custodia”

POGGIBONSI – L’associazione Mixed Media presenta la restituzione della terza edizione della Residenza d’Artista “La Casa del Custode”, allestita negli spazi della Fortezza di Poggio Imperiale a Poggibonsi (SI).

L’artista e attore Francesco Dendi (a destra) durante una delle interviste realizzate nel corso della sua residenza artistica

L’artista e attore pratese Francesco Dendi conclude un percorso di ricerca che ha fatto della “custodia” intesa come cura, ascolto, responsabilità e relazione, il fulcro di questa edizione.

Il progetto è curato da Antonella Iannella e gode del patrocinio del Comune di Poggibonsi e dei Musei Senesi.

La restituzione sarà aperta al pubblico sabato 30 novembre 2025, dalle 11 alle 18, con saluti istituzionali alle ore 11.

Nel corso della residenza artistica, Dendi ha incontrato una serie di esperti come l’antropologa Maria Elisa Dainelli, l’archeologo Federico Salzotti, il geometra Marco Maestri, il biofisico Pietro Centorrino e il collezionista e radiofonico Mirco Roppolo, invitati a riflettere sul tema della custodia secondo le prospettive delle loro discipline. Ne è nato un laboratorio multidisciplinare e un dialogo articolato che ha influenzato profondamente il processo creativo dell’artista.

“Gli esperti che ho incontrato mi hanno mostrato che la custodia non è un’azione unica – sottolinea Dendi – ma un insieme di prospettive: dalla memoria archeologica al paesaggio, dai sistemi viventi alle storie che circolano attraverso le voci. Ogni incontro ha aggiunto un livello di complessità al mio lavoro, aiutandomi a comprendere come ci si prende cura di un luogo ascoltandolo in tutte le sue dimensioni”.

“La custodia è diventata il punto di convergenza di saperi diversi – aggiunge la curatrice Iannella – un concetto che si è arricchito nel dialogo fra discipline e si è riflettuto nelle opere di Dendi. La residenza ha dimostrato come l’arte possa essere un luogo di incontro fertile tra conoscenza, memoria e territorio”.

La mostra resterà visitabile per tre mesi su prenotazione.

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