di Andrea Mori
PRATO – Prato torna al centro del dibattito politico nazionale con l’iniziativa ‘Innovare per competere – Le nuove sfide della manifattura’, in programma sabato, dalle 10 alle 13, al Garibaldi/Milleventi. L’appuntamento è promosso dall’area riformista del Pd, quella cioè che riunisce gli esponenti più pragmatici e moderati, particolarmente attenti ai temi economici e allo sviluppo territoriale.
Promotori dell’iniziativa sono Matteo Biffoni, ex Sindaco e nuovo consigliere regionale dem, e Giorgio Gori, europarlamentare Pd e vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia.

È Biffoni a spiegare perché l’incontro del weekend rappresenti un passaggio rilevante per la città e per la discussione interna al partito: “Visto che col mondo della piccolissima impresa facciamo fatica a discutere, il 29 può anche essere un modo per riallacciare certi legami”. E aggiunge: “Spero di mettere a disposizione della mia comunità una serie di questioni e proposte che, francamente, credo facciano solo che bene alla discussione. Questa è la vera sfida che noi in questo momento abbiamo davanti, non c’è altra via”.
Chiediamo poi all’ex sindaco se l’iniziativa di sabato possa essere letta come una presa di distanza dei riformisti dall’area che fa riferimento alla segretaria nazionale, Elly Schlein. Biffoni risponde così: “Non so se loro si vogliono distanziare, io no. Semplicemente dico quello che penso, e cioè che sono stati commessi sbagli come anche sono state fatte cose bene. Io voglio avere la possibilità di discutere e di dire la mia, senza avere la presunzione che noi abbiamo tutte le ragioni del mondo”.
L’evento arriva al termine di mesi segnati da tensioni e richieste di chiarimento. Le diverse componenti del partito avevano chiesto un congresso anticipato, ovvero quell’incontro in cui gli iscritti eleggono un nuovo segretario e decidono insieme la direzione politica del partito. Un passaggio che serve, almeno nelle intenzioni, a chiarire la leadership e ad azzerare le divisioni interne. Questo momento, però, non ci sarà. La decisione è stata presa a livello regionale, spiegando che non ci sarebbero i tempi tecnici per organizzarlo prima delle elezioni comunali, previste in primavera.
Quando domandiamo a Biffoni se la mancata convocazione renda la situazione peggiore in termini di “immagine di efficienza organizzativa”, lui risponde di non sapere se sia meglio o peggio – “può anche darsi che sia peggio”. Ma ammette: “Sicuramente un po’ di sottovalutazione c’è stata”.

Come ormai noto, il Pd pratese ha scelto un percorso alternativo al congresso: assemblee nei circoli e una riunione più ampia a gennaio, in cui gli iscritti saranno chiamati a indicare priorità politiche e organizzative. C’è da chiedersi cosa si voterà, concretamente, a gennaio.
Sulla questione interviene Gabriele Alberti, figura riconosciuta dell’area riformista ed ex consigliere comunale dem, che non nasconde la propria amarezza: “Rimango deluso da questa decisione, anche se sono convinto che tutte le occasioni siano importanti per riattivare la nostra base elettorale, ci mancherebbe. Tuttavia, credo che sia anche per questo che un congresso avrebbe rappresentato un passaggio necessario e di alto profilo. Soprattutto perché – prosegue Alberti – come già accaduto nel 2021, i tempi c’erano eccome per organizzare un confronto serio e partecipato. Insomma, un congresso ci era stato promesso, ma dobbiamo constatare che il Pd regionale ha scelto di non rispettare quell’impegno per motivi burocratici”.
Insomma, ad oggi il risultato pare essere quello di un partito che arriva a sabato con qualche nervo teso: da un lato la segreteria provinciale di Marco Biagioni, dall’altro un’area riformista che rivendica ascolto e confronto. In mezzo, una comunità di elettori che attende risposte e che, forse, fatica a comprendere pienamente il momento.



