martedì, Settembre 8, 2026

Elena Nencetti, le tante facce di un’artista di successo sul palco e nella vita

di Elisabetta Branchetti

PISA – Elena Nencetti ha 39 anni e vive a Santa Maria a Monte in provincia di Pisa. Per lei, descriversi è difficile. Ritiene di essere tante, tantissime cose insieme e fatica a identificarsi in qualcosa di specifico. Ogni ruolo che svolge tira fuori lati della sua personalità molto diversi. In generale crede di essere una persona versatile, estroversa, esigente (soprattutto con sé stessa).

Ha scoperto di recente che da fuori, l’immagine che arriva di sé è di una persona molto sicura delle proprie capacità. In realtà dentro ha sempre la sensazione di non fare abbastanza o di poter fare meglio. Non è qualcosa che vive con pessimismo, ma la voglia costante di imparare e sperimentare.

Elena Nencetti

Raccontaci come è nata la tua passione per il canto.

La mia passione per il canto credo sia sempre esistita. Non ho ricordi di me che non canto, sin da bambina. Ogni occasione era buona per mettere in scena uno spettacolo (che fosse in cameretta o su un palcoscenico di paese), per tentare di scrivere canzoni, per cantare a squarciagola. L’ho cominciata a concretizzare nel periodo dell’adolescenza, ma era sempre stata lì come qualcosa di centrale nella mia vita.

Quale è il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico è fatto, esattamente come il mio carattere, di tantissime cose. Lo studio del canto con più docenti di estrazione diversa, i gruppi vocali (con un’innata passione e propensione per le armonie), le band e la gavetta in tutti i locali sin da ragazzina. I contest, i talent e l’accademia di musical. La famosa versatilità di cui parlavo prima. Anziché dedicarmi a un’unica cosa ho sempre avuto bisogno di esplorare. Posso dire che tutt’oggi, dopo 25 anni di studio e palchi di ogni genere, sento costante quest’esigenza di scoperta e di mettermi in discussione.

Elena Nencetti

Quando ha iniziato ad insegnare e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a insegnare per puro caso. Ero convinta che “chi non riesce a fare, insegna”. Una volta ho sostituito un’amica/collega in alcune lezioni, come favore personale. Ho scoperto che quel mondo forse non mi dispiaceva. Solo che sentivo di non avere gli strumenti per poter aiutare tutti. Tutti gli anni di studio personale non erano sufficienti per poter aiutare le persone che mi trovavo di fronte, spesso con difficoltà diverse dalle mie e con le caratteristiche (vocali, caratteriali, emotive) più disparate. Ho così iniziato in parallelo a frequentare corsi di formazione specifici per l’insegnamento (cosa che tuttora faccio a distanza di più di 10 anni) per avere una visione più ampia e una conoscenza più approfondita dello strumento. Ad oggi è a tutti gli effetti il mio lavoro complementare alla parte artistica attiva e mi regala sempre un sacco di gioie e soddisfazioni.

Hai una tua scuola dove insegni?

Da un po’ di anni mi sono messa in proprio. Ho uno studio mio in cui seguo individualmente le persone più disparate alla scoperta della propria voce e della propria modalità espressiva. Parallelamente sono l’insegnante di canto e armonia presso la Bohemians Musical Academy di Pontedera da 10 anni.

Quali premi avete vinto?

Ho avuto diverse soddisfazioni negli anni. Alcuni dei miei allievi sono oggi cantanti professionisti e insegnanti di canto. Altri sono entrati in accademie nazionali professionalizzanti del musical. Con la Bohemians Academy per due anni siamo stati campioni regionali di Performer Cup qualificandoci 4° ai nazionali.

Raccontaci la tua esperienza a Like A Star sul 9 condotto da Amadeus.

L’esperienza a Like A Star sul 9 è stata totalmente inaspettata e bellissima. Ho conosciuto tantissimi artisti da tutta Italia con un talento incredibile, intessendo relazioni belle e intense. Ho assaporato ogni attimo e mi sono sentita “al posto giusto”, senza nessuna ansia da prestazione, ma pronta a prendere tutto il bello di quei giorni. Ho adorato ogni attimo, ogni prova e retroscena, le persone che stanno dietro a tutta la macchina del programma. Nonostante abbia tributato un’artista che è vocalmente molto distante da me, è stato un gioco sorprendentemente pieno di belle sorprese. Porterò con me un sacco di bei ricordi e di preziosi insegnamenti. E’ stato bello anche tutto l’affetto ricevuto con la messa in onda della puntata. Mi sono sentita inondata di affetto inaspettato. Sono felice di essere riuscita a passare il messaggio che si può decidere di dare una svolta alla propria vita non rimanendo incasellati dentro alle aspettative che la società ha su di te.

Elena Nencetti

Raccontaci le esperienze con musical e cover band.

Ho vissuto una stagione estiva molto intensa dal punto di vista performativo. Mi sono mossa sia in ambito musical che band. Ho girato l’Italia con più formazioni e questo mi ha riempita di momenti bellissimi di contatto col pubblico. Per una come me che “non si sente mai abbastanza” è stato un periodo di raccolta di soddisfazioni che mi ha davvero fatta sentire grata. Ho lottato tantissimo affinché questo potesse essere il mio unico mestiere e non solo una passione, pronta a dimostrare a chi avevo intorno che di musica si può vivere anche senza essere “noti” e quest’anno, più di sempre, credo di aver realizzato che ce l’ho fatta. Come dico sempre “il successo e la fama sono due cose molto diverse. Il successo è quando riesci a vivere di quello che ami. La fama è la notorietà a livello nazionale”. Io aspiro a una vita di successo, della fama non sono affamata.

Hai un sogno da realizzare nel tuo futuro?

Aprendo il cassetto dei sogni escono fuori una marea di cose, perché come ormai avrai capito dalle precedenti risposte io sono in costante fermento, affamata. Ho un progetto ambizioso su un polo formativo che in Toscana non c’è ancora e che in qualche modo ha una visione più completa dell’artista e della sua cura e crescita. Spero di poterlo presto mettere a fuoco e trovare la formula con cui provare a portarlo alla luce. Per quanto riguarda invece la mia parte artistica attiva avrei voglia di rimettere in piedi qualcosa che sia mio in tutto e per tutto. Ma sempre rimanendo dentro ad altre formazioni, perché la varietà e la versatilità credo rimarranno sempre la cosa che mi fa sentire più viva. Sopra e sotto al palco ho bisogno di dare spazio a tutte le varie sfaccettature di me.

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