martedì, Settembre 8, 2026

Coez live a Firenze: un viaggio tra successi e nuove sfumature

FIRENZE – Ieri, 6 dicembre, Firenze ha ritrovato Coez con una tappa del suo Tour “Live 2025” al Nelson Mandela Forum.

L’attesa per il suo ritorno era palpabile già fuori dal palazzetto, con il pubblico che si raccoglieva in un brusio crescente, come se la città intera fosse pronta a vibrare insieme.

La serata si è aperta con Lamante, chitarra e voce, che ha regalato un set essenziale e diretto. La sua presenza non ha cercato di imporsi, ma di predisporre l’ascolto: un preludio delicato, quasi un invito alla concentrazione, che ha preparato il pubblico alla piena immersione.

Alcuni scatti del concerto fiorentino di Coez (fotografie di Simone Tofani)

Poi, sui maxischermi dietro il palco che ricreano vecchi televisori a tubo catodico, sono apparse immagini in diretta dai camerini, riprese in stile vecchie cineprese VHS, che mostravano Coez e la sua band mentre scaldavano voce e strumenti. Un espediente semplice ma potente, capace di creare complicità e attesa, un ponte tra backstage e platea.

Quando le prime note in acustico di “È sempre bello” dal camerino hanno invaso il Nelson Mandela Forum, l’esplosione è stata immediata: urla, cori, mani alzate, un’energia che si è amplificata fino a diventare un unico corpo sonoro.

L’ingresso sul palco ha trasformato l’attesa in partecipazione totale, con il pubblico già protagonista.

Il concerto ha preso subito ritmo con “Estate 98”, “Mr Nobody” e “Mal di te”, brani che hanno segnato l’avvio vero e proprio. La tensione si è sciolta in “La tua canzone”, dove la voce di Coez si è fusa con quella del pubblico, creando un momento di immersione totale. Il Nelson Mandela Forum è diventato un coro compatto, ogni parola restituita con forza dalle migliaia di voci presenti, come se la canzone fosse patrimonio comune.

Il viaggio musicale ha attraversato l’intera carriera del cantautore la spensierata e leggera “Domenica”, lasciando spazio a “Lontana da me” e a “Come nelle canzoni”, dove la riflessione sull’amore intenso ma concluso colpisce l’anima del pubblico presente. Ogni brano ha scandito il cuore del live, alternando intensità e leggerezza in un continuo mutare. La scaletta proposta dal Coez non si è limitata a ripercorrere i successi, ma li ha intrecciati con nuove sfumature, mantenendo sempre viva la tensione narrativa.

Il medley ha intrecciato “Taciturnal”, “Davide”, “Ily” e “Roma di notte”, condensando atmosfere diverse e preparando l’ultimo slancio che ci porta verso la parte conclusiva della serata. C’è però ancora spazio per un salto indietro nel tempo con “Chiama me”, un vero e proprio inno all’amore e all’amicizia che offre un rifugio sicuro e “Ali sporche” dove le parole del cantautore ci riportano alle lotte che ognuno di noi fa per stare al mondo. Brani che hanno aggiunto intensità e profondità, come se il concerto avesse bisogno di un’ulteriore stratificazione emotiva prima della chiusura.

Il gran finale è stato affidato a tre brani che hanno segnato la storia di Coez “Qualcosa di grande”, “È sempre bello” e “La musica non c’è”. Il Nelson Mandela Forum ha vibrato ancora una volta, i cuori hanno battuto all’unisono e le voci si sono alzate fino a squarciare l’aria. Un epilogo che non chiude, ma prolunga l’emozione.

Un arrivederci che ha lasciato un’eco persistente, come se il concerto avesse ancora un respiro da consumare insieme.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI