PISTOIA – PRATO – Il coordinamento pistoiese e pratese “Scuole per la Palestina” esprime piena solidarietà ai colleghi delle scuole toscane i quali, insieme ai propri studenti, hanno nei giorni scorsi partecipato al webinar – promosso dalla rete “Docenti per Gaza” – con Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati. Per tale iniziativa, il ministro Giuseppe Valditara – sollecitato da politici locali – ha prontamente disposto ispezioni nelle scuole, dichiarando “di aver letto su organi di stampa che la relatrice avrebbe rilasciato dichiarazioni che, se comprovate, potrebbero costituire ipotesi di reato. Le ispezioni mirano a verificare la realtà dei fatti e la eventuale responsabilità degli organi scolastici coinvolti”.

Il ministro non è nuovo a iniziative simili: ricordiamo la circolare con cui si chiede alle scuole di sanzionare e bocciare gli studenti che occupano le scuole e quella che regola “Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche”; le ispezioni e i controlli disciplinari su professori accusati di essere critici nei confronti di Israele; il divieto di un corso di formazione per la pace e contro il riarmo organizzato dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università; la cancellazione in extremis, in un liceo romano, del convegno su Gaza, al quale doveva prendere parte un esponente della Global Sumud Flotilla.
Nei giorni cui si raccolgono nel mondo della scuola e dell’università le firme contro i ben 4 disegni di legge sull’antisemitismo-antisionismo (i più noti e recenti a firma di Gasparri e di Del Rio, di cui i promotori chiedono l’approvazione urgente, entro il 27 gennaio prossimo); nei giorni in cui docenti e ricercatori esprimono preoccupazione per le minacce concrete alla libertà di insegnamento, di ricerca ed espressione; in questi stessi giorni si approntano disposizioni di censura, si testano meccanismi di controllo e sanzione, si infittiscono le iniziative per neutralizzare i movimenti di protesta e soffocare la stessa attenzione a quanto nel frattempo ancora sta accadendo a Gaza.
Per questo, noi docenti di “Scuole per la Palestina”, una volta ancora:
– manifestiamo il nostro sgomento per il genocidio che non si ferma, per la violenza indicibile che non solo uccide bambini, donne e uomini; non solo distrugge case, ospedali, scuole, luoghi di vita e di cura; non solo devasta ambienti naturali e massacra esseri viventi, consumando uno spaventoso ecocidio; ma in aggiunta mira ad annientare l’identità e la cultura del popolo di Palestina, cancellando scuole e università, musei e biblioteche, uccidendo insegnanti e intellettuali, perpetrando un autentico scolasticidio;
– aderiamo con convinzione al comunicato dei “Docenti per Gaza” ed esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle colleghe e ai colleghi minacciati di sanzioni disciplinari per aver promosso nelle studentesse e negli studenti, anche in questa circostanza, la consapevolezza e la conoscenza, e sostenuto i valori della pace, della giustizia, della liberazione degli individui e dei popoli;
– rinnoviamo la nostra gratitudine alla dottoressa Albanese, che unisce al suo straordinario lavoro internazionale anche una preziosa opera di educazione alla pace e alla difesa dei diritti umani, e che per tutto questo è continuamente sotto attacco; e ci chiediamo, con “Docenti per Gaza”, come sia possibile “invocare il contraddittorio davanti a chi rappresenta con carica ufficiale il Diritto internazionale, e se anche in Italia stiamo assistendo alla programmatica demolizione dei principi fondanti del Diritto umanitario”;
– ci uniamo ai colleghi di “Docenti per Gaza”, il cui impegno è stato e resta per noi di ispirazione, nel rifiuto di «ingerenze e intimidazioni»; nella solidarietà con i/le dirigenti che con noi devono affrontare un clima di sospetto e censura; nella vicinanza a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi “sulla cui pelle viene di nuovo fatta propaganda politica e il cui diritto a un’educazione autentica viene nuovamente messo in discussione da una politica che pensa alle nuove generazioni come nuove leve da arruolare nelle guerre che verranno/vorranno”;
- confermiamo il nostro impegno a onorare l’articolo 33 della Costituzione italiana, saldo fondamento e guida costante della nostra azione di cittadini e insegnanti.
Coordinamento scuole per la Palestina









