mercoledì, Settembre 9, 2026

Marzabotto. Luigi Ottani racconta l’assedio della città di Sarajevo

di Giacomo Martini

MARZABOTTO – Il 16 dicembre, nel municipio di Marzabotto, è stata inaugurata la mostra fotografica “Shooting in Sarajevo” di Luigi Ottani, a cura di Roberta Biagiarelli, realizzata con il sostegno del Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, il Comune di Marzabotto (Bologna), l’Associazione familiari vittime eccidi nazifascisti di Marzabotto e l’ANPI – Marzabotto.

Luigi Ottani

Nell’occasione è stato anche presentato il libro di Biagiarelli e Ottani, Shooting in Sarajevo (Bottega Errante Edizioni, 2020) alla presenza della sindaca Valentina Cuppi e di Valter Cardi, presidente del Comitato per le onoranze ai Caduti di Marzabotto.

La mostra, con le immagini tratte dal libro, rappresenta un progetto che intreccia gli originali scatti di Ottani elaborati in formato vintage polaroid e invecchiati per evocare un reperto di guerra. Le immagini sono arricchite da testi inediti, curati da Roberta Biagiarelli, di alcune tra le voci più autorevoli in Italia e a livello internazionale sulla guerra in Bosnia ed Erzegovina.

Uno degli scatti di Ottani

Attraverso immagini e parole, il progetto ricostruisce uno degli eventi più drammatici della fine del Novecento europeo: l’assedio della città di Sarajevo, iniziato il 5 aprile 1992 e protrattosi fino al 29 febbraio 1996, il più lungo assedio della nostra storia recente. In 1.425 interminabili giorni di isolamento, Sarajevo contò migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti e profughi. Molte delle vittime vennero uccise da un colpo sparato dal fucile di precisione di uno dei cecchini che “popolavano” la città ed è proprio dagli stessi nidi, luoghi dove i cecchini si nascondevano per seminare morte e terrore che Luigi Ottani, assumendo un originale punto di vista fortemente evocativo, ha fotografato i cittadini e le cittadine di Sarajevo oggi, mentre attraversano, ignari, le strade della loro città.

Luigi Ontani, nato a Vergato dove ha vissuto la sua giovinezza, si trasferì a Roma dove il suoi lavoro di artista trovò grande attenzione da parte dei maggiori critici d’arte ed oggi è considerato uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea. Il Palazzo comunale di Vergato raccoglie alcuni dei suoi lavori più significativi.

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