PISTOIA – “Nonostante il parere contrario di ISPRA e la diffida delle associazioni Legambiente, WWF, LIPU, ENPA, LAC e LAV, la nuova giunta regionale non ferma gli abbattimenti di 1000 esemplari di Pavoncella autorizzati alla fine di novembre.

La Pavoncella è un piccolo trampoliere che è stato recentemente inserito nella Lista Rossa di IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, l’ente più autorevole a livello mondiale per la conservazione della biodiversità.
La specie, prima catalogata da IUCN come LC (a minore preoccupazione) da diversi anni è diventata NT (prossima alla minaccia), a testimonianza del suo rapido declino in tutta Europa per la frammentazione e distruzione degli habitat.
Per questo il Piano nazionale per la “corretta gestione” della Pavoncella, recentemente approvato dalla Conferenza Stato – Regioni, prevede che forme limitate di caccia possano essere ipotizzate solo nell’ambito di un complessivo piano di sostegno della specie, con interventi di ripristino ambientale finalizzati all’aumento numerico.
Invece la giunta Giani, trascurando il quadro generale estremamente critico per la specie, è passata direttamente al piano di abbattimenti, come se si trattasse di una specie invasiva da combattere con provvedimenti di estrema urgenza.
Questo solo per compiacere il mondo venatorio, ed in particolare quei cacciatori che chiedono di tornare a forme di prelievo tradizionali ma oggi anacronistiche ed incompatibili con la tutela di alcune specie minacciate a livello comunitario.
Da una giunta che si dichiara progressista, e che ha al proprio interno forze che fanno della tutela della biodiversità un punto importante del programma, ci aspetteremmo ben altri provvedimenti, per la Pavoncella e per l’avifauna in genere.
Nelle aree particolarmente vocate, come le paludi di Fucecchio e Bientina, la presenza invernale della specie è fortemente condizionata dall’attività venatoria: un aumento della superficie delle aree protette sarebbe sicuramente auspicabile.
Inoltre nelle contigue aree coltivate il disturbo antropico diretto ai siti di nidificazione e le lavorazioni agricole, unitamente all’uso di pesticidi e diserbanti, sono tra i fattori principali che determinano l’insuccesso riproduttivo della specie.
Di fronte a tali problematiche, la Regione Toscana non trova niente di meglio da fare che autorizzare la caccia a 1000 Pavoncelle (fra cui i potenziali riproduttori) peggiorando ulteriormente la già critica situazione della specie.
Chiediamo con forza un deciso cambiamento di rotta, a partire dall’immediata sospensione degli abbattimenti, in un’ottica di tutela della biodiversità che tenga conto, anche in base alle indicazioni di ISPRA, dello status europeo delle varie specie”.
Legambiente Pistoia – Area Valdinievole






