mercoledì, Settembre 9, 2026

In aula al freddo, manifestano a Prato i ragazzi del Gramsci Keynes

di Andrea Mori

PRATO – Stamani in piazza del Comune si è svolta una manifestazione degli studenti del Gramsci Keynes, attualmente ospitati nell’edificio Rodarino, per denunciare una situazione che da mesi compromette il regolare svolgimento delle lezioni nell’aula 2CE: freddo e impianti di riscaldamento non funzionanti.

La mobilitazione è stata promossa dalle rappresentanti di classe Chanel Goxhoj e Melissa Chelea, dopo numerose segnalazioni rimaste senza risposte concrete.

“Già a settembre ci siamo accorti che lo split dell’aria calda e fredda non funzionava – spiega Chanel Goxhoj –. Con l’arrivo dell’inverno il problema è diventato grave. A novembre la coordinatrice di classe ha scritto due mail al presidente della Provincia senza ricevere risposta. Solo il 18 dicembre siamo riusciti ad ottenere un incontro.” Incontro a cui poi hanno partecipato la dirigenza scolastica, il vicepresidente dell’edificio Rodarino, alcune famiglie, le rappresentanti di classe e i rappresentanti di istituto.

“Lì – ricorda Chanel – abbiamo segnalato anche problemi strutturali: le pareti in plastica, che non garantiscono un adeguato isolamento termico e acustico; la distanza dalla sede principale e l’impossibilità di usare i laboratori della sede centrale, pur pagando 120 euro di contributi scolastici”.

Il 18 dicembre, fanno sapere gli studenti, il presidente Calamai aveva promesso un intervento rapido; tuttavia, a distanza di settimane, la situazione è rimasta invariata (con temperature in questi giorni, tra l’altro, che stanno mettendo molto alla prova). “Io riporto soprattutto le parole dei miei compagni che si trovano in fondo all’aula: la stufetta riscalda, sì, ma non riesce certo a coprire tutta l’aula, non è come lo split che distribuisce l’aria calda”.

I ragazzi ricordano anche problemi pratici che si sono verificati con le soluzioni alternative: “La prima stufetta che ci hanno dato è dovuta essere sostituita perché, quando veniva accesa per più tempo, saltava la corrente della Lim e del computer”.

Dal canto suo, il preside Stefano Pollini ci spiega che il riscaldamento c’è e funziona, anche se con provvedimenti di emergenza “che però sono funzionali”. Quando è stato riscontrato il problema la segnalazione è partita, fa sapere. “Comunque va detto che sono apparecchiature con un certo numero di anni e i pezzi di ricambio si trovano con più difficoltà”. La scuola, aggiunge, offre agli alunni aule alternative in zone più calde quando possibile e le già menzionate stufette fornite dalla Provincia, accese dalla mattina.

A questo proposito, dalla Provincia, interpellati sulla questione, fanno sapere di essersi già attivati e di aver ordinato i pezzi necessari per la sostituzione dei fancoil guasti, con “l’obiettivo di ripristinare il riscaldamento nell’aula nel più breve tempo possibile”.

“Comunque sia, la nostra intenzione – chiarisce Chanel – non era quella di criticare la scuola, che ci ha aiutato fin da subito. Siamo però arrivati alla conclusione che se parlare col presidente della Provincia non è sufficiente, allora occorre muoversi in altro modo”.

Ed è proprio su questo punto che è arrivato il commento duro di Claudiu Stanasel (Lega), che ha partecipato alla manifestazione: “Ancora una volta gli studenti sono costretti a scendere in piazza per chiedere al Presidente di fare il proprio lavoro e mantenere le promesse fatte. Studiare al freddo non è degno di una città come Prato. Il tempo delle promesse non mantenute è finito”.

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