mercoledì, Settembre 9, 2026

Lutto nel calcio pistoiese, è morto Giampaolo Bonacchi. A pochi giorni da un malore durante una partita a Livorno

PISTOIA – E’ morto all’ospedale di Livorno Giampaolo Bonacchi, dirigente del calcio pistoiese e bandiera del calcio femminile. Una notizia arrivata all’improvviso, dopo che sembrava che Pagliai si fosse ripreso dopo un malore accusato mentre assisteva alla semifinale di Coppa Toscana di calcio in cui erano impegnate le ‘sue’ ragazze.

Giampaolo Bonacchi

Si aspettavano le sue dimissioni, mentre invece le sue condizioni si sono aggravate ed è arrivata la morte.

“La nostra grande famiglia – scrive la società ‘Worange Pistoia – ha perso, un nonno, un padre, un fratello. Ci lascia a 84 anni andandosene serenamente. Giampaolo è il nostro fondatore, la nostra guida e il nostro stesso esistere. Aveva fondato la Cf Pistoiese nel 2016 portandola dal nulla alla Serie C prima di essere costretto a metterla in liquidazione per cause indipendenti dalla sua volontà. Riuscì comunque a recuperare le energie ed a creare le condizioni per ricominciare anche grazie al forte legame con la nostra presidente Lida Bettarini ed insieme nel giro di poche stagioni erano riusciti a creare quello che oggi è il mondo Worange con il capolavoro di riuscire ad affiliarsi con la Fc Pistoiese riallacciandosi al progetto originario. Non sappiamo in questo momento come e se sarà possibile andare avanti senza di lui. Di sicuro sappiamo che lui lo vorrebbe, ma sarà come scalare il K2 se non troveremo i sostegni come solo lui sapeva fare.

Giampaolo lascia la moglie Laura e i figli Andrea e Marco cui va la nostra vicinanza e il profondo cordoglio della famiglia delle Orsette. Le sue Orsette”.

Tutto il mondo pistoiese del calcio è in lutto. La FC Pistoiese, in una nota, “si stringe con profondo dolore attorno alla famiglia di Giampaolo Bonacchi, figura di riferimento imprescindibile per il calcio pistoiese e per l’intero movimento femminile.

Giampaolo non è stato soltanto un dirigente: è stato un pioniere, un uomo capace di credere nei valori dello sport prima ancora che nei risultati, di investire tempo, energie e cuore per costruire opportunità, dignità e futuro per tante ragazze e per una disciplina che, grazie a persone come lui, ha potuto crescere e affermarsi”.

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