BOLOGNA – Prima vittoria in trasferta in campionato per la Fiorentina che al Dall’Ara supera 2-1 il Bologna e ottiene un successo prezioso, con dedica alla memoria del presidente Rocco Commisso.
Nel giorno più triste della sua storia recente, seguito alla notizia della scomparsa del presidente Commisso, la squadra viola scende in campo a Bologna con il lutto al braccio e con una dedica al patron che nei suoi sei anni e mezzo di presidenza – acquistò la Fiorentina dai Della Valle nel giugno 2019 – ha fatto crescere la società con la costruzione del centro sportivo del Viola Park, struttura all’avanguardia in Europa e fiore all’occhiello della sua gestione, e ha sempre sottolineato il suo amore per Firenze e la formazione gigliata.
Pur con qualche errore a livello comunicativo e alcune scelte tecniche sbagliate, Commisso ha saputo entrare nei cuori della maggior parte dei tifosi viola: al netto dell’attuale stagione ben al di sotto delle aspettative, gli va riconosciuto uno sforzo economico non banale profuso per costruire una squadra competitiva su più fronti e l’aver sfiorato la vittoria di un trofeo con le tre finali raggiunte e perse sotto la gestione Italiano. Risultati che a Firenze non si vedevano da anni, con la scomparsa del presidente che lascia un grande vuoto e numerose incognite sul futuro della società, la cui proprietà da oggi passa ai suoi eredi.

Dopo il minuto di raccoglimento in ricordo di Commisso, con i giocatori viola in campo visibilmente emozionati e commossi, il match inizia su buoni ritmi e sono subito gli ospiti a prendere il comando delle operazioni. La Fiorentina appare più in palla rispetto ai rossoblu di mister Italiano, partiti a fari spenti, e prevalgono siua nel possesso palla, sia nelle iniziative offensive con Parisi e Gosens molto pimpanti.
Al 17′ Dodò, servito sulla corsa, scatta sulla fascia e mette al centro un assist perfetto per Ndour che arriva a rimorchio e di piatto destro appoggia in rete superando Ravaglia, per quello che è un vero e proprio rigore in movimento: tuttavia la gioia del centrocampista viola dura poco perchè l’arbitro Doveri annulla per una precedente posizione di fuorigioco di Parisi a inizio azione.
Poco male: i ragzzi di Vanoli non demordono e due minuti dopo trovano la rete, stavolta valida, grazie al perfetto inserimento di Mandragora nell’area piccola su cross basso e tagliato di Gudmundsson, sul quale la difesa del Bologna si mostra impreparata e in ritardo nella lettura. Sesta rete in questo campionato per il centrocampista con il vizio del goal, abbraccio con tutta la panchina e dedica che va subito al presidente scomparso.
Il Bologna appare lento e impallato, non riesce a imbastire azioni degne di nota e la Fiorentina cerca di approfittarne: al 23′ Mandragora ruba palla a un ingenuo Heggem sulla trequarti e innesca Parisi, che tenta l’azione personale con una conclusione di sinistro che sfiora il palo con Ravaglia apparso comunque in controllo.
I viola ci provano ancora al 35′ con il tiro dalla distanza di Mandragora, ma il suo sinistro da oltre il vertice dell’area non gira abbastanza e termina non di molto a lato: un nuovo brivido per il Dall’Ara, dove i tifosi viola giunti qui in trasferta si fanno sentire e incitano una squadra che appare trasformata rispetto a quella di un mese fa, e che anche oggi continua a far vedere quanto di buono aveva già messo in luce nello scorso turno contro il Milan.
Allo scadere del primo tempo, la superiorità dei viola si concretizza nella rete del doppio vantaggio: ripartenza perfetta spinta da Fagioli e Dodò, progressione palla al piede del terzino brasiliano – giocatore rigenerato rispetto a quello imbarazzante di avvio stagione – e assist verso il centro dove Piccoli sfrutta il mezzo pasticcio tra Freuler e Ravaglia e da due metri appoggia nella porta sguarnita. Inizialmente l’assistente aveva segnalato fuorigioco, ma dopo controllo al VAR la rete viene convalidata e il centravanti viola – oggi sostituto dell’indisponibile Kean – segna il suo secondo goal in campionato, andando a esultare sotto lo spicchio di curva occupato dai tifosi viola.

Italiano, visibilmente deluso dalla prestazione negativa della sua squadra, all’uscita dagli spogliatoi per il secondo tempo sostituisce ben quattro giocatori e ridisegna la formazione con un assetto più offensivo. Tuttavia questa rivoluzione non sortisce l’effetto sperato e la Fiorentina si mostra finalmente squadra compatta e aggressiva, in grado di controllare senza fatica il match e di imporre il proprio gioco a un Bologna forse stanco per i molti impegni ravvicinati e molto meno efficace rispetto a quello visto in settimana a Verona.
Di fatto non succede quasi nulla fino ai minuti finali, quando i rossoblu si svegliano e in cinque minuti riaprono il match, tentando quella doppia rimonta che nella partita di andata subirono proprio dalla Fiorentina allora allenata da Pioli. Al 85′ bella veronica di Rowe che supera Brescianini e piazza un sinistro che colpisce la base del palo a De Gea nettamente battuto; passano tre minuti e su un’ingenuità della difesa viola ancora Rowe ruba palla e mette un cross in area piccola sul quale Fabbian è il più lesto a svettare di testa e mandare la palla all’angolino, per la rete che riaccende le speranze dei padroni di casa.
Nel recupero la Fiorentina stringe i denti e abbassa pericolosamente il baricentro, il Bologna va all’assalto finale ma prima la conclusione di potenza di Cambiaghi è alzata sopra la traversa dalla deviazione di Comuzzo, poi è bravo Fortini a immolarsi nell’ultima mischia in area viola per murare il tiro ravvicinato di Castro. Sono minuti di apnea e di sofferenza, che diventa gioia e librazione al fischio finale di Doveri: una vittoria meritata per la Fiorentina che per ottanta minuti ha fatto la partita contro un Bologna deludente, e che consente alla squadra di Vanoli di agganciare momentaneamente il Lecce al quartultimo posto in classifica, vedendo la salvezza molto più vicina.
Una vittoria di gioco e di cuore, il modo migliore per ricordare un presidente che ha dato tanto alla Fiorentina e alla città di Firenze.

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (46′ Zortea), Casale, Heggem, Miranda; Pobega (72′ Ferguson), Freuler (46′ Moro); Orsolini (46′ Rowe), Odgaard (46′ Fabbian), Cambiaghi; Castro. A disposizione: Skorupski, Pessina, Lykogiannis, De Silvestri, Vitik, Dominguez, Sulemana, Dallinga, Immobile. All. Italiano.
FIORENTINA (4-4-1-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli (90′ Ranieri), Mandragora (72′ Brescianini), Ndour (72′ Sohm), Parisi (80′ Fortini); Gudmundsson (72′ Solomon); Piccoli. A disposizione: Lezzerini, Christensen, Kospo, Kouadio, Balbo, Nicolussi, Fazzini, Braschi. All. Vanoli.
ARBITRO: Daniele Doveri (Roma); guardalinee Rossi e Fontemurato; quarto assistente Colombo; VAR Gariglio.
RETI: 19′ Mandragora, 45′ Piccoli, 88′ Fabbian
NOTE: ammoniti Holm, Miranda, Ferguson; calci d’angolo 7-1; tiri in porta 3-4; recupero: 4′ e 6′









