di Giacomo Martini
PISA – Il 20 gennaio 1982 l’Arsenale iniziava a Pisa la sua attività di promozione della cultura cinematografica.
44 anni dopo, domani alle 20,30 il cinema festeggerà il compleanno con la riproposta di “Io e Annie”, capolavoro di Woody Allen ad ingresso libero, anche in omaggio a Diane Keaton, che per il film vinse l’Oscar.

In oltre 40 anni, la sala è divenuta punto di riferimento del territorio toscano, insignita del Premio FICE nel 2014. Ogni anno il cineclub proietta oltre 200 film, privilegiando il cinema di qualità, le opere prime, i classici, il documentario e le versioni originali.
Negli anni sono stati ospiti nomi illustri come Pedro Almodovar, Wim Wenders, Margarethe von Trotta, Peter Greenaway, Dario Argento, Nanni Moretti, Toni Servillo, Gabriele Salvatores, Marco Bellocchio, Pupi Avati e tanti, tanti altri autori nazionali e internazionali, tra i quali molti giovani, l’Arsenale è sempre stato molto attento alle produzioni indipendenti ed innovative.
Ma la funzione del Cinestudio Arsenale negli anni della sua attività è andata oltre il suo ruolo storico di promozione della cultura cinematografica ed audiovisiva, ha rappresentato un momento e un’occasione insostituibili di aggregazione, incontro e confronto sociale fondamentale in anni passati e presenti di frammentazione e parcellizzazione socio-culturale. E’ necessario inoltre ricordare la sua funzione formativa e professionale con il suo lavoro verso le scuole di ogni ordine e grado, sottolineando la collaborazione didattica con l’Università di Pisa.
Ricordo tutto questo non solo per onestà di cronaca, ma anche perché per anni ho collaborato con tutto lo staff organizzativo del Cinestudio con grande soddisfazione personale e professionale. Mi corre l’obbligo di ricordare Alberto Gabrielli fondatore ed oggi manager della cooperativa che guida dalle origine questa splendida realtà.
E non sempre è stata una vita facile, più che mai oggi con la grave crisi che colpisce le sale italiane e non solo.










