mercoledì, Settembre 9, 2026

Gli Ex Otago all’H2NO: tornare a Marassi per restare se stessi

PISTOIA – Ieri 21 gennaio, all’H2NO di Pistoia gli Ex-Otago riportano indietro le lancette.

Il tour per i dieci anni di Marassi non è un’operazione celebrativa fine a sé stessa: è un ritorno nei luoghi dove quel disco è diventato reale, dove le canzoni hanno preso forma davanti a un pubblico ravvicinato, sudato, partecipe. Tra le mura dell’H2NO, la band genovese ritrova il grande amore che il pubblico pistoiese ha per loro, immutato e indissolubile, come se il tempo non fosse mai davvero passato da quel 24 marzo 2017.

Alcuni scatti del concerto degli Ex-Otago al Circolo H2NO di Pistoia (fotografie di Simone Tofani)

La dimensione del club restituisce agli Ex-Otago una fisicità che i grandi palchi spesso diluiscono. Le luci sono basse, il pubblico è a pochi centimetri, e ogni brano sembra nascere lì, in quel momento, più che essere semplicemente eseguito.

È il contesto ideale per riscoprire Marassi per ciò che è stato: un album che ha raccontato la quotidianità urbana con leggerezza malinconica, con quella capacità tutta loro di trasformare la normalità in una storia condivisa.

Non c’è un vero stacco tra passato e presente: le canzoni scorrono come se fossero state scritte ieri, eppure portano addosso dieci anni di ascolti, di storie, di persone. Gli Ex-Otago le suonano con una naturalezza che sorprende, quasi fossero tornati a un punto di partenza familiare. In sala si percepisce un calore particolare, quello di chi non sta semplicemente assistendo a un concerto, ma sta ritrovando un pezzo della propria storia musicale.

Rivederli in un club come l’H2NO significa ritrovare la loro natura più autentica. Non c’è distanza, non c’è costruzione scenica: c’è solo la relazione diretta, quella che ha sempre definito il loro percorso.

Il tour dei dieci anni diventa così un modo per rimettere le mani nella materia viva delle canzoni, per ricordare che Marassi non è solo un disco, ma un luogo, un quartiere interiore in cui tornare ogni tanto per capire da dove si arriva. In quelle canzoni c’è ancora la periferia che diventa centro, la normalità che si accende, il linguaggio quotidiano che si fa racconto collettivo.

Brani come “I giovani d’oggi”, “Mare”, “Cinghiali incazzati” o “La nostra pelle” risuonano con la stessa urgenza di dieci anni fa, come se il tempo non avesse scalfito la loro capacità di parlare a chi si sente ai margini, o semplicemente in cerca di un posto in cui riconoscersi.

La serata scorre e gli Ex-Otago regalano anche un ulteriore tuffo nel passato, dal palco ricordano la loro presenza nel 2011 al “PUF! Pistoia Underground Festival” riportando all’orecchio dei meno giovani le sonorità di “Costa Rica” e “Patrizia”. Un modo per ringraziare il grande affetto, dimostrato da un H2NO sold-out.

Prima di rituffarsi dentro Marassi, un piccolo salto in avanti con “Bambini” e “Questa notte”, perché questo tour non è un anniversario da celebrare, ma un luogo da cui continuare a guardare il mondo. E forse è proprio questo il cuore della serata: tornare nei club non per guardare indietro, ma per riaffermare quel gesto originario di resistenza e di amore che ha dato vita al disco.

Quel “non fare un metro avanti”, essenza del disco Marassi, non suona come immobilismo, ma come scelta: restare fedeli a un’idea di musica che illumina ciò che solitamente resta fuori fuoco. All’H2NO, sulle note di “Quando Sono Con Te”, che porta alla conclusione della serata, questa scelta torna a essere evidente.

Non c’è nostalgia, non c’è posa. C’è una band che riprende in mano il proprio quartiere simbolico e lo restituisce al pubblico con la stessa sincerità di sempre, ricordando che certe storie continuano a valere proprio perché non hanno mai smesso di appartenere a chi le ascolta.

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