PISTOIA – Ieri 29 gennaio, il Santomato Live Club ha fatto da cornice a Gennaro Porcelli con il calore riservato agli artisti di casa, trasformando la serata in un viaggio attraverso le molte anime del blues.
In una città come Pistoia, dove questa musica ha messo radici profonde e ha costruito negli anni una comunità appassionata e riconosciuta in tutta Italia, l’arrivo di Porcelli ha assunto un significato particolare: un ritorno a una lingua condivisa, a un sentire collettivo che qui trova sempre terreno fertile.
La serata si è aperta con l’energia dei Burning Blood, che hanno scaldato la sala con un set diretto, viscerale, perfetto per preparare il terreno a ciò che sarebbe arrivato. Un’apertura che ha dato subito il tono: niente fronzoli, solo musica suonata dannatamente bene e con tutta la passione possibile.

Poi è stato il momento di Porcelli, accolto come si accoglie chi torna in un luogo che gli appartiene. L’occasione era speciale: la presentazione di “Me, You and the Blues”, il suo nuovo disco, un lavoro che porta sul palco la sua visione più matura e personale. Con lui sul palco c’erano Enrico Cecconi alla batteria, Renato Marcianò al basso e Pee Wee Durante all’Hammond, una formazione compatta e perfettamente allineata alla sua visione musicale.
Fin dalle prime note, il pubblico ha capito di trovarsi davanti a un concerto che non avrebbe concesso tregua.
Porcelli ha intrecciato tecnica e istinto con naturalezza, muovendosi tra slide incandescenti, fraseggi dal sapore americano e improvvisazioni che hanno dato nuova vita ai brani del suo repertorio. La sua chitarra, fedele compagna di viaggio, sembrava respirare con lui: ora graffiante, ora lirica, sempre profondamente espressiva.

In un territorio che ha fatto del blues un tratto identitario, quelle sonorità non erano semplici scelte stilistiche, ma un dialogo con una memoria viva, che a Pistoia continua a pulsare concerto dopo concerto.
La serata è stata un continuo alternarsi di atmosfere. I pezzi più energici hanno scaldato la sala con un groove irresistibile, mentre le ballad hanno rivelato la parte più intima e narrativa del suo stile.
Porcelli non ha mai cercato l’effetto facile: ogni dinamica, ogni pausa, ogni apertura era al servizio della storia che stava raccontando. Il pubblico ha risposto con attenzione e partecipazione, seguendo ogni sfumatura come si segue un racconto che non si vuole interrompere. E in quella sintonia, così tipica dei palchi pistoiesi, si percepiva l’eredità di una città che ha sempre saputo ascoltare il blues con rispetto e profondità.
È stato poco dopo la metà del concerto che la serata ha toccato uno dei suoi momenti più intensi. Porcelli ha voluto rendere omaggio a Nick Becattini, figura amatissima della scena blues pistoiese, scomparso troppo presto ma ancora presente nel cuore di chi vive questa musica. La voce sincera ed asciutta lo annuncia e le note pervase di gratitudine e malinconia, hanno suonato con quella delicatezza che solo il rispetto profondo può generare. La sala si è raccolta in un silenzio denso, quasi rituale, e per qualche minuto il Santomato Live Club è diventato un luogo sospeso, dove memoria e musica si intrecciavano senza bisogno di spiegazioni. Un momento di verità, di quelli che restano.

Il Santomato Live Club, con la sua dimensione raccolta e la vicinanza fisica tra palco e platea, si è rivelato il luogo ideale per un artista che fa della comunicazione diretta il suo punto di forza.
Non c’erano barriere: solo musica, sudore, vibrazioni condivise. La band ha aggiunto solidità e profondità al suono, creando un tessuto ritmico e armonico che ha permesso a Porcelli di muoversi con libertà assoluta. Un interplay che ha ricordato quanto il blues, soprattutto in territori come questo, sia prima di tutto un dialogo.
Quando il concerto si è avvicinato alla fine, la sensazione diffusa era quella di aver assistito a una performance autentica, senza compromessi, in cui il blues non era un genere da imitare ma una lingua viva, capace di parlare al presente. Gli applausi finali, lunghi e fragorosi, hanno confermato il legame speciale tra l’artista e il pubblico. Un legame che a Pistoia, città che da decenni accoglie e custodisce questa musica, trova sempre un’eco particolare.

Gennaro Porcelli ha lasciato il Santomato Live Club con la stessa intensità con cui era arrivato: senza proclami, senza artifici, solo con la forza della sua musica. Una serata che ha ricordato a tutti quanto il blues, quando è suonato con verità ed eccellenza, possa ancora scuotere, emozionare e unire. E quanto, in una città come Pistoia, continui a trovare casa.










